Trail della Valgandino

Il "Trail della Valgandino" una gara alla sua prima edizione proposta dai Runners Val Seriana e mi ha incuriosito visto il rapporto distanza/dislivello e così ho deciso di iscrivermi. Purtroppo la teoria era ben diversa dalla pratica una volta in gara. Nonostante questo ho cercato di correrlo bene uguale e "credo" di esserci riuscito.

Andiamo per gradi e spieghiamo prima il perché sono rimasto inizialmente con l'amaro in bocca e la delusione. Mi ero iscritto per fare un trail ed invece sono stati circa 23km complessivi con solamente 5-6km di sentiero e tutto il resto su strada. Inoltre nella prima decina abbiamo incontrato diverse auto. L'amaro in bocca è durato poco - forse metà gara - perchè poi ho capito che le cose stavano cambiando in bene.

... pronti
... partenza
... VIA!

Sintesi: Si parte su asfalto e la speranza di prendere subito un sentiero è forte, ma nulla da fare. Passa il primo, il secondo e l'ennesimo e noi ancora su strada.

Nel mentre le gambe cominciano a dare segnali del lungo in bici da corsa del sabato, ma dopo qualche minuto o le ho messe a tacere del tutto o ignorate.

Ok, mantieni la calma e non pensare alla suola delle tue "La Sportiva Bushido" che la starai consumando su asfalto. Cerca pensieri positivi come il fatto di avere preparato il passatore bene e di sapere correre in salita.

Affronto la salita col mio passettino tranquillo e vedo che continuo a superare diverse persone. Il tutto prosegue bene sino all'undicesimo chilometro ( e mezzo) quando si arriva su sterrato sul falso piano centrale.  Le gambe stanno bene e prendono subito il controllo del ritmo che si alza. Si passano altri runners ed il divertimento in discesa è esponenziale su sterrato.

Il ritmo lo sento alzarsi ad ogni sorpasso e la sicurezza in discesa c'è e mi spingo a fare dei sorpassi o passaggi che normalmente avrei evitato.

La gara e breve, i chilometri scorrono e gli avversari diventano sempre meno ed i pochi davanti che sono entrati nel mirino sono stati tutti raggiunti, presi e superati. Il sentiero scende e di colpo un cartello "discesa impegnativa" ci mette in allerta. In effetti l'attenzione prestata è aumentata di colpo, ma anche li sono riuscito a fare un sorpasso col qualche rischio di più.

Ormai ci siamo, sento l'arrivo vicino. Si torna in strada nel paese. Altri runners davanti e vado all'attacco. La gamba spinge bene e le chiedo di aumentare il ritmo visto che ormai ci siamo e non mi aspetto salite.

L'arrivo è li davanti a me e sono da solo. Le braccia salgono al cielo per la mia felicità di come ho corso.

Taglio il traguardo. Sapevo di avere fatto una bella corsa per me stesso. Sapevo anche di avere impresso / tatuata la felicità in volto. Stavo benissimo, non sentivo stanchezza ed ero lucido.

Vado verso il ristoro e - stranamente - comincio a mangiare. Arrivano altri runners con cui ho corso e mi hanno fermato per stringere mano e complimentarsi.  Il cibo scende che è un piacere il che significa solamente una cosa: non l'ho tirata a tutta! In quel caso avrei avuto lo stomaco chiuso e rigetto per il cibo.

Di questa corsa voglio ricordare ben altro rispetto alla definizione "pseudo trail" che le ho dato durante e poco dopo.


Post gara: Giuro che non so come sia successo domenica. Ho ignorato tutto. Ho ascoltato me, le mie sensazioni e l'istinto su dove " difendere / attaccare " e sono arrivato che stavo benissimo nonostante il risultato!  Non credevo di avere un corpo una gara così eppure l'avevo e l'ho dimostrato a me stesso! Non sarò mai "top runner" nel senso vero, ma ho gestito al meglio la corsa riuscendo sia a difendere la posizione in discesa ed attaccare nel mentre! La vera scoperta sensazionale viene dopo mentre attendo i miei amici. Chiedo per curiosità la mia posizione e scopro DICIOTTESIMO UOMO E VENTESIMO ASSOLUTO ... MA VIENI ... NON CI CREDO!!!  Sono stato in uno "stato d'ansia" sino all'uscita della classifica. Non mi sembrava vero. La classifica e la posizione è stato solamente un di più. A me è bastato sapere di avere fatto una gran gara per me. Poi lasciamo parlare anche i numeri, ma è stato un di più!

Altro da dire? SI! Assolutamente un grazie finisce dritto ad una persona in particolare che mi ha fatto capire con enorme fatica ed impegno da parte sua che le discese non sono pericolose. C'è da interpretarle, da sentirsi sicuro e da farsi trasportare da loro. Attaccare in salita è facile, ma poi mantenere/difendere la posizione in discesa si è capaci? Domenica ho addirittura attaccato e guadagnato posizioni. Diciamo che " l'imparante Trail " dovrebbe ritenersi soddisfatta del lavoro svolto anche se il terreno di gara era facile.  Penso che farò ancora gare simili ( corte e veloci ) in montagna perchè sono veramente divertenti a differenza di quelle su strada e speriamo di avere buona compagnia soprattutto nelle discese ;)

Suunto Movies della gara:


Attività su strava:

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