La conquista del Gran Trail Orobie (GTO)

Il GTO una gara che mi ero promesso e ripromesso di non fare e sino all'ultimo ero stato fedele a questa idea. Tornato dal Cortina Trail quel maledetto tarlo si è insediato nuovamente nella mia testa e così in modalità last minute mi sono iscritto a questa nuova avventura.

Cos'è il GTO?  Il Gran trail Orobie è una gara con uno sviluppo di 70 km con 4200 metri di dislivello positivo. Partenza da Carona, Val Brembana (BG) e arrivo a Bergamo – Città Alta con tempo massimo di percorrenza di 26 ore. 1 – 2 agosto 2015. Numero massimo partecipanti: 1000. Vale 2 punti I-tra certificati ed è qualificante per tutte le gare dell’Ultra-Trail du Mont Blanc

Sino a qua sembra tutto bello e semplice, ma poi vedendo l'altimetria ti viene spontaneo capire quanto sarà elevato il divertimento. Ogni volta che vedevo passare il video della "gara completa" (=ovvero dell'OUT - Orobie Ultra Trail) mi prendeva male e così ho capito che volevo provare ad andare a prendermi questo sogno lungo 70km.


La sfiga ovviamente arriva sempre nel momento migliore e senza preavviso. Era un sabato come tanti, era il quattro luglio e sono andato a fare un allenamento al Rifugio Curò e dintorni. Nella discesa finale un qualcosa è andato storto e sono seriamente volato facendomi parecchio male al ginocchio con quasi 3 settimane di fermo. Ho "corso" al massimo una decina di chilometri prima del GTO e devo dire che il ginocchio ha recuperato bene anche se non del tutto.

Prima di cominciare il lungo racconto vorrei dire quello che è giusto e doveroso su questa manifestazione:

Questa manifestazione era alla prima edizione e definirla SPETTACOLARE è poco a confronto. La macchina organizzativa è stata perfetta e noi atleti al sicuro durante la gara. I volontari sono stati qualcosa di unico e raro sia in termini di disponibilità ai ristori che in termini umani mettendoci sempre a nostro agio facendoci dimentcare la fatica, il meteo, la pioggia incessante, i chilometri fatti ed ancora quelli da fare. Non sapevano davvero più cosa fare per noi e di questo vi sarò grato dal primo all'ultimo! Quello che non mi aspettavo , ma ho apprezzato infinitamente  è stato il tifo di tantissima gente sul percorso nonostante la pioggia! Cosa posso dirvi? FATE IL GTO NON VI PENTIRETE!

Evito di metterlo in fondo in quanto magari una persona non arriva a leggerlo.

Arriviamo alla gara? Io fermo dalla corsa ed il tempo scorreva. L'ansia saliva perchè 70km non sono pochi e lo stare fermo aumentava la difficoltà. Fine luglio è arrivato  e questo significava solo una cosa: il week-end del GTO è arrivato! Il venerdì si effettua a Bergamo il ritiro del pettorale, controllo materiale obbligatorio e si incontrano amici con cui parlare dopo diverso tempo. Finito tutto si ritorna a casa per una "cena consistente" e poi a nanna presto vista la sequenza di sveglie puntate (02:55 / 03:00 / 03:05 ) per la mattina!

Suona la sveglia e mi alzo subito alla prima senza il minimo problema. Colazione abbondante (tanto avevo quasi cinque ore per digerirla ) e poi si parte verso Bergamo per parcheggiare l'auto ed arrivare alla partenza della navetta per Carona puntuale. Nel viaggio in pullman ho chiuso gli occhi per riposare un minimo ed arrivati al risveglio vedo piovere. Comincia bene la giornata è stato il mio pensiero, ma ovviamente non sapevo che poi sarebbe finita molto peggio! In attesa della partenza siamo entrati nel bar di Carona e nel mentre la pioggia è aumentata parecchio tanto che la nostra partenza è stata rinviata di 25 minuti causa meteo pessimo in quota e nel mentre la gara lunga era stata sospesa per motivi di sicurezza.

L'attesa della gara è snervante. Per me è la distanza più lunga in montagna a cui mi sono sottoposto come prova ed il meteo non la renderà facile. Conosco la prima metà della gara come sentieri anche se mai provati a pieno ritmo e/o con l'ottica di farli bene e so bene che la "passeggiata" verrà complicata!

Si procede alla spunta dei numeri, i secondi sembrano diventare eterni e poi improvvisamente arriva il conto alla rovescia. Raccontare questo Viaggio non sarà facile in quanto lungo, personale ed intimo.

La corsa inizia con un giro di Carona per sfolciare il gruppo in vista della prima salita.  Ho deciso di non partire a tutta su asfalto per risparmiare le energie avendo davanti ancora parecchio e questo l'ho pagato restando imbottigliato nella prima salita. Si sale facile, enza grossi problemi se non il caos ed il rischio di venire arpionati da chi usa i bastoncini a cavolo senza criterio. Il primo obiettivo era il rifugio dei Laghi gemelli. Ho deciso di non guarda la gara nei suoi 70km, ma d ristoro in ristoro. Si arriva ai gemelli finalmente. Entro nel ristoro, integro liquidi e prima di partire saluto degli amici. Una volta fuori dal ristoro tengo a mente quanto manca al prossimo ristoro. Che il viaggio verso l'Alpe Corte abbia inizio.

Conoscevo il tratto che mi aspettava: bella salita, ma odio parecchio quella discesa. Ad un certo punto ho dovuto "cedere" al meteo e tirare fuori la giacca anti vento/acqua per coprirmi e tra qualche metti e togli sarà mia fedele alleata sino al campo base del Selvino, ma non andiamo troppo oltre. Si arriva in cima al Passo Gemelli e la visibilità non è delle migliori. Si comincia a scendere e non amando questa discesa l'umore non era dei migliori. Fortunatamente esco bene dal pezzo brutto e buona parte in compagnia di una ragazza così vola via prima. Ormai siamo verso il prossimo rifugio e da qua il sentiero diventa migliore. Non c'è da scherzare ugualmente in quanto è scivoloso in alcuni tratti. Siamo nemmeno al quattordicesimo chilometro e la strada è davvero tanto. Il rifugio - ed il ristoro - diventa presto una realtà e mentalmente ci si rilassa mangiando in compagnia.

Ora bisogna andare a Capanna 2000 e sono circa 6km. Conosco circa metà della strada e l'altra la scoprirò tra poco. Andare sino al lago Branchino mi ha riportato alla mente un sacco di ricordi di quando ero bambino. Mi sono ricordato anche dello scorso anno quando i cani di una cascina mi hanno inseguito e mi sono catapultato come non mai in quella discesa senza raggiungere il laghetto. Ormai si entra in una zona ignota. Il tratto sino a Zambla non l'avevo provato causa infortunio. Nonostante tutto scorre via velocemente e parzialmente fatto in compagnia di amici. Stavo bene, ma dovevo frenarmi. Non volevo stancarmi troppo e/o farmi male in discesa. Ormai pensavo solo a Capanna 2000 dove avevo "un appuntamento" con una mia amica. Arrivare al ristoro ed entrare nel rifugio al caldo è stato qualcosa di magico. Non sarei più voluto uscire. Una chiacchierata con un mio amico e poi fuori. Apro la porta e vedo la pioggia: forza e coraggio, tanto oggi non sarà clemente il clima!

Mantieni la calma e pensa che tra undici chilometri sarai alla base di zambla e potrai mangiare un "pasto degno di nota" conosci parte del sentiero e sai che è facile. Infatti, il problema però è stato il tratto a me ignoto.  Si scivolava e stare in equilibrio non era spontaneo. Al momento qualche lamento l'ho fatto, ma solo perchè non sapevo cosa avrei vissuto a poche ore di distanza! Finalmente mi porto verso il Grem e da lì ci si comincia a divertire. Prima una discesa e poi un bel sentiero corribile ed in questo modo i chilometri diminuiscono in maniera rapida. Ormai mi trovo a fare il tira e molla coi miei amici ed ora comincia a fare dei pezzi assieme sino al campo base. Ci sentiamo dire "200 metri e così ci mettiamo a correre" ed invece era uno scherzo. Si arriva tra la gente al passo di Zambla. Un passo a me non indifferente ed a cui sono legato particolarmente nella mia vita.

Ormai al campo base manca davvero poco. Dai che tra poco si mangia qualcosa di caldo! Prima di entrare veniamo fermati per il controllo del materiale obbligatorio. Prima volta che mi succedeva. L'avevo sempre letto, ma mai vissuta come esperienza. Segno di enorme professionalità da parte degli organizzatori a mio avviso. Non avevo dubbi sul passare il controllo visto che avevo dentro lo zaino l'universo di materiale oltre a quello obbligatorio, ma un filo d'ansia è venuta. Ok, controllo passato ed ora si mangia: un piatto di pasta in bianco con del grana! Probabilmente da casa verrà da ridere, ma vi assicuro che non ho mai amato un piatto così come in quel momento! Ovviamente oltre al primo mangio altro come in tutti i ristori precedenti, non scherziamo! Riempio le borracce, bevo ancora e si parte.  Prima di uscire sento un amico dire "la prossima pasta sarà al Selvino e visto l'orario sarà la nostra cena" e mentalmente la stavo pregustando!  Calma ragazzo, al selvino mancano ancora una ventina di chilometri ed hai in mezzo ancora tre ristori!

Esco dalla base vita di Zambla e comincio a correre per portarmi avanti. Davanti a me l'ultima salita impegnativa della giornata. Comincio la salita ed il ginocchio mi da una lieve noia. Che faccio? Vado avanti o torno indietro? Un ragazzo del Carvico Sky Running mi spiega che finita questa è uno scollinare semplice di 16km e si arriva a Selvino. Mi fido e tengo duro sino alla cima e nel mentre vengo ripreso dai miei amici. Finalmente in cima e non mi sembrava vero. Mi fermo un attimo a bere e mangiare. Riparto con la discesa e finisco a terra quasi da fermo. Non male vero? Sento dire che il ristoro è vicino, speriamo bene. Ho voglia di bere qualcosa di caldo. In meno che non si dica il ristoro è arrivato e si beve riposandosi un attimo.

Si riparte con circa quattro chilometri per il ristoro successivo. Credo sia stata l'idea di potere mangiare qualcosa in quel ristoro  a motivarmi ad andare avanti. Il tratto di sentiero - sperando di non confonderlo -  non era per nulla male e si è fatto correre volentieri. Sarà l'effetto seconda metà e tratti più corribili, ma ho cominciato a fare sorpassi senza grossi problemi. In effetti è arrivato subito il ristoro.  Esco dal ristoro convinto di trovare il prossimo tra 4km ed invece poi scoprirò essere quasi 7km.

Andiamo, manca solo un ristoro e poi c'è selvino! Si scende, si risale, si riscende, si risale e poi c'è il ristoro cosa c'è di più semplice? In teoria è andato tutto come da programma, tranne il boschetto in salita che sotto l'acqua cominciava a pesare parecchio. A questo metti il ristoro che non hai trovato dove ti aspettavi di trovarlo e mentalmente ha cominciato a pesare. Faccio un tratto "in compagnia" di una ragazza straniera che poi - causa pausa idrica mia - perdo di vista sino a dopo il ristoro. Esco dal boschetto e vedo un signore. Chiedo del ristoro e mi dice che è poco più avanti. Speriamo sia vero perchè vorrei avere un punto di riferimento. Eccolo, c'è davvero! Breve pausa ed il tempo di chiedere informazioni sul sentiero. Mi dicono di stare attenti perchè la discesa è brutta e sarà scivolosa.

Esco dal ristoro e riparte la salita. Finalmente su pronto a scendere. Purtroppo la discesa era veramente impestata e scivolosa. Dovevo arrivare al Selvino e poi avevo davanti altri 20km di corsa. Pioveva con insistenza e qualche dubbio sul fermarmi l'ho avuto. In quel momento non ho capito se la pioggia si era ridotta, se ormai non la sentivo più o altro. So solo che concentrato sulla discesa ho "quasi smesso" di sentirla ed ho deciso di andare avanti. Finito quel tratto di discesa arrivare al campo base è stato facile. Il tratto era asfaltato e per me "correre" era naturale. Avere approfittato di questo tratto probabilmente è stata la mia carta vincente per potere finire la gara. Ormai sentivo "aria di cena"  vista l'ora ed il ristoro sembrava allontanarsi. Eccolo, non ci posso credere! Entro, prendo un piatto di pasta in bianco con del grana e lo mangio di gusto. Uso l'acqua delle mie borracce per bere, tanto poi dovevo riempirle. Visto che sono lì fermo decido di fare due mosse astute. La prima è di cambiare la giacca e mettere quella in GTX visto l'avvicinarsi della sera e la mancanza di 20km. La seconda - visto che tanto ho già lo zaino aperto - è di mettere in testa la frontale. Incontro di nuovo i miei amici. Loro stavano uscendo ed io mi stavo finendo di sistemare. MI hanno chiesto di uscire con loro. Non ero ancora pronto e li ho lasciati andare. Sono circa le 19.40 quando sono uscito dal ristoro. Scoprirò solo una volta arrivato a Bergamo che alle 20 la gara sarà fermata proprio lì per via del meteo.

Prima di uscire "rubo" una fetta di anguria e si parte. Di nuovo asfalto e quindi si corre il più possibile. Raggiungo dopo poco  i miei amici e mi hanno detto che avrebbero camminato e così sono andato da solo. Avevo circa 5km tra ristoro e ristoro caratterizzati da una salita ed una discesa a cui hanno consigliato di prestare attenzione anche per via della stanchezza. L'asfalto è volato via rapidamente e poi anche lo sterrato. In discesa ho rallentato parecchio nel tratto dove ho capito bisognava fare attenzione. E poi? via verso il ristoro e nel mentre la mia frontale ha cominciato ad emanare un fascio di luce. Che il buio abbia inizio e con lui la magia della corsa notturna.

Arrivo al ristoro e ci fanno presente che da quel momento la frontale era obbligatoria. Ero il solo ad averla in testa e già usata. Mi informo sul tratto sino al prossimo ristoro. Perfetto, quello che aspettavo. Il tratto veloce/corribile comincia! Resto in allerta per una serie di motivi in primo assoluto la mia sicurezza. C'è buio e piove da tutto il giorno. Scivolare sarà molto più facile e non voglio bruciami la corsa ora che sono a meno di quindici chilometri dal traguardo. Si corre bene ed anche facile. I tratti così mi aiutano a recuperare tantissimo la gamba anche da un punto di vista energetico. Ad un certo punto dei volontari dicono di svoltare nel boschetto e di prestare particolarmente attenzione perchè scivoloso. Dopo questo tratto ho seriamente rivisto il concetto di scivoloso. Anzi, credevo di averlo rivisto perchè questa revisione è durata davvero poco!

Ad una decina di chilometri dal traguardo un altro ristoro e qua - dopo avere chiesto dell'acqua o altro per lavarmi le mani - ho cominciato a mangiare qualcosa. Con un atto di coraggio ed infinito dispiacere prendo i miei guanti da battaglia e li butto nell'umido. Erano da buttare perchè distrutti, ma avrei preferito buttarli io a casa finita la gara. Si riparte con davanti cinque chilometri per l'ultimo ristoro ed infine il traguardo.

Si entra in un altro boschetto ed anche qua fango ovunque. Non si stava in piedi e seguendo lo stile di una ragazza abbiamo fatto quel boschetto sul sedere. Finito siamo arrivati vicino e dei signori con la canna dell'acqua gentilissimi ci hanno aiutato a pulirci il grosso dello sporco. Ci dicono che è tutto asfalto. Sarà vero? Non lo so. Io corro e mi porto avanti. Mi fermo all'ultimo ristoro per bere qualcosa. Incontro la ragazza con cui ho fatto l'ultimo bosco e facciamo due parole. Poi riparto cercando di sfruttare il passo da strada più possibile.

Manca ancora una salita: San Vigilio! Ho "brutti ricordi" legati alle SFR fatte in bici, ma so che non è infinita. Sto bene di gambe e  dovrei correrla. Posso correrla perchè nulla me lo impedisce se non la testa. Ero "stufo" in senso buono e mi metto a fare la salita finale in compagna facendo due parole: mi serviva. Bergamo alta ha sempre il suo fascino lo ammetto soprattutto di sera. Arrivo nel punto più alto in compagnia chiacchierando. Quando comincia la discesa mi dice "vai, non riesco a correre" e così apro il gas.

Vedo il campanile illuminato che domina sui tetti. L'arrivo è li e lascio andare le gambe. Hanno fatto 69km ed ora stanno volando verso il gran finale. L'emozione è tantissima  e sento il serbatoio lacrime riempirsi. Si corre nel centro di città alta e si vive l'aria dell'arrivo. Non so che dire su questo tratto perchè ho provato emozioni uniche. Cerco di aumentare il ritmo sul finale e per poco non ignoro una scalinata rischiando di volare prima del traguardo. Recupero il tutto e mi preparo per la passerella finale.

Ok, ora puoi piangere ... ci sei ... manca davvero poco ... eccoti .. si sale la passerella e si taglia il traguardo ... ANDREA SEI UN GTO FINISHER!!!  Nulla da fare, non ci volevo credere ancora e la sola cosa che riuscivo a fare era piangere come un bambino dall'emozione!

Scendo dal "palco d'arrivo" e vado al ristoro. Incontro alcuni con cui ho corso tra cui il ragazzo del Carvico che mi ha detto di non mollare perchè poi era facile e lo ringrazio di cuore. Mangio e bevo volentieri, prendo la mia maglietta da finisher e mi aumentavano le lacrime!

Mando un messaggio per avvisare del mio arrivo a  casa e pochissime persone.  poi mi avvio a prendere la sacca col ricambio.  La doccia e la cena la farò a casa, fermarmi lì significava fare tardissimo e volevo "mettermi comodo" per crollare a tempo zero una volta finito tutto e non dovere guidare dopo.  Intenso il ritorno a casa dopo una giornata così lo ammetto.
Grazie a chi ha avuto fiducia e creduto in me per questa avventura ... ed anche a chi l'ha avuta fin troppa nonostante tutto quanto ;)
Il mio pensiero sabato notte e domenica primo pomeriggio? eccoli:

Ed ora non mi resta che attendere e decidere quale sarà il mio prossimo viaggio fermo restando che amo queste avventure e le montagne :)


Buona serata a tutti :)

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