Eiger Ultra Trail E51

Era un giorno come tanti dello scorso Ottobre quando mi è stato proposto di iscrivermi all'Eiger Ultra Trail E51. Mi sono fatto spiegare bene  qualche dettaglio ed ho scoperto l'esistenza di una località svizzera di nome Grindelwald situata proprio sotto i piedi dell'Eiger.

Si parte dall'Italia il venerdì pronti per affrontare la gara del sabato. La giornata, una volta arrivati a destinazione, si preannuncia molto calda e le speranze per il giorno dopo non sono delle migliori. Nel pomeriggio si effettua la registrazione ed il controllo del materiale obbligatorio nello zaino. In pratica dovevamo portare dietro l'armadio di casa perché il mio Salomon Skin 14+3 era quasi al limite della sua capienza. La sera passa tra una cena con amici ed il briefing della gara. La sveglia è puntata presto. La giornata del sabato sarà veramente lunga, ma non avevo idea di quanto potesse diventare lunga.

La sveglia suona come da programma ed il sonno abbonda. Il tempo di vestirci e di andare a fare una colazione abbondante ma senza esagerare. Usciti per andare verso la partenza la giornata si preannunciava già calda per l'orario. Il tempo passa ed il sonno aumenta. Non mi preoccupo di molto perché a breve mi sveglierò in salita.

Tutto come da programma, la prima salita ti porta subito in quota in pochi chilometri: la sveglia è inevitabile. Il problema è la temperatura già calda e siamo solo all'inizio. Cosa succederà nelle ore più calde?

Tra sali (tanto) e scendi (poco o nulla) si arriva al primo ristoro e si mangia per integrare le prime fatiche. Nella mia mente l'altimetria della salita era molto chiara. Prima della cima più alta ci sono 3 punte da raggiungere e si arriva sopra i 2500. La salita alla seconda non mi convince per nulla. Eravamo già in alto (2300 circa) quando mancavano 8km alla terza il che voleva dire un bel discesone e salita per recuperare quota. Non mi ricordavo un 8km di saliscendi comodo e facile. Si incontra un ristoro e ci si nutre bene prima di cominciare la salita alla cima più alta. Qua una grossa distrazione: ho dimenticato di prendere i miei bastoncini e sono dovuto tornare indietro.

Alla fine è stato proprio come temevo. Raggiungere la terza cima è stata dura. Il caldo  è uscito e si faceva sentire non poco. Il dislivello di circa 600D+ si sente ed anche tutto. Il rifugio era lì, ma imprendibile. In questo tratto le luci si sono cominciate a spegnere per via del caldo ed il sipario sulla gara si stava calando. In questo momento ho pensato al primo ritiro una volta arrivato su in cima. Il paesaggio ha ripagato la fatica, ma il ristoro ha ridato al corpo un sacco di energie. Peccato che l'ultima coca cola sia finita nel bicchiere di quello davanti a me e non sono riuscito ad integrare nulla di zuccheri.

Nella mia mente un discesone da 20km davanti a me. So che la discesa per me è un massacro, ma mi era stato detto che non presentava tratti così impegnativi. Peccato che da subito mi volevo mettere a piangere per quello che era realmente. Tra il fondo tecnico ed i ristori (scarsi) che non arrivavano mai il mio corpo cominciava a sentire una fatica non ignorabile. Poi anche la distanza segnata dai GPS non coincideva con quella dichiarata sui cartelli in gara e quindi ci sono stati tratti dove il ristoro si è fatto attendere molto di più.

Il colpo di grazia - sia fisico che mentale - è arrivato in un tratto di discesa fatto in gruppo perché stretto, ripido e con punti da tenere la corda laterale per sicurezza. Volevo finirlo alla svelta (pur sapendo che non era possibile) e vedere che cosa c'era dopo. 

Durante la discesa i "ricordi si annebbiano" ed la stanchezza aumenta in modo esponenziale. Il dubbio sul finirla è forte veramente e l'idea del ritiro è sempre più presente in me. Non mi ricordo a che punto fosse quel ristoro, ma ricordo un prato davanti ed una volta arrivato lì ho tolto lo skin e mi sono sdraiato a riposare un attimo. Dalla "disperazione e senso di nausea" da bere solo acqua e tea ai ristori sono arrivato a bere due tazze di brodo caldo. Non bevevo brodo da secoli, ma la voglia di cambiare sapore era veramente forte e devo dire che mentalmente mi ha fatto piacere.

Il problema è fuori dal ristoro: altra discesa e poi - quando sarò totalmente distrutto - ci sarà la salita verso Grindelwald. Tutto è andato come le previsioni -  le mie, quelle peggiori - e questa discesa mi ha finito di uccidere. Fortunatamente al ristoro era presente della coca cola e sono riuscito a berla dando a tempo rapido zuccheri e caffeina ai muscoli.

Usciti dal ristoro mi è venuto da ridere. Un cartello diceva che tutti i GPS mostravano dati sbagliati ed il chilometraggio giusto era il loro. Sarebbe interessante capire perché nelle gare tutti i GPS sono sempre più allineati tranne quelli degli organizzatori che misurano il percorso.  Dopo questo cartello si presenta il bivio " E51 / E101" e per dirla tutta il vedere andare due persone dritte sulla lunga mi ha fatto stare male per loro.

Il finale verso Grindelwald è stato terribile. Non era molto tecnico, ma era quasi tutto asfaltato.  Il caldo si sentiva a dismisura tanto che - a pochi chilometri dall'arrivo - ho visto un signore fuori da un bar con della birra ed ero tentato di chiedere un sorso per integrare rapidamente.

Il riferimento al paese era chiaro e lo avevamo raggiunto. Il problema che eravamo sotto il paese e dovevamo salirci. La salita finale è stata maledetta più di tutta la gara: asfaltata, ripida come un palo della luce e sotto un sole malefico. Una volta sopra "bastava solamente" andare verso il traguardo. Fortunatamente gli applausi dei turisti caricavano emotivamente e quindi un passo alla volta si è andati via tranquilli. Il traguardo è lì davanti a pochi metri. Mancano pochi passi. Lo speaker annuncia l'arrivo. Il tappeto è sotto i miei piedi, l'arco alle mie spalle. Nella mia mente è passata tutta la gara, dai momenti no, ai momenti per il ritiro, alle difficoltà tecniche, ma la parola FINISHER ha vinto alla fine.

La mia sintesi sull'Eiger E51 - una volta ritrovate le forze ed una connessione WiFi - è stata la seguente:
... giornata indimenticabile e ricca di emozioni all'Eiger ultra Trail E51 ... ho dato un nuovo significato alla parola DEVASTATO & DISTRUTTO! Oggi per arrivare ad indossare quella medaglia è stata veramente una dura lotta molto speciale che ho combattuto volentieri! Penso che a breve saccheggerò abusivamente una cucina ristorante e poi darò l'addio al mondo per oggi! Grazie ;)
Alla prossima avventura :)


Etichette: , ,