[Trail] BARDONECCHIA THABOR TRAIL "Rock & Run"

Decisione presa all'ultimo minuto quasi, ma assieme a Sofia mi sono iscritto e fatto il Trail a Bardonecchia lo scorso week-end.

Al momento dell'iscrizione potevo scegliere quale percorso e le possibilità erano due:

Dopo una lunga riflessione e meditazione ho deciso di iscrivermi alla 30km sperando di riuscire a farla tutta assieme a Sofia.

La trasferta comincia il sabato pomeriggio con un viaggio di 290km sotto un diluvio per raggiungere Bardonecchia in tarda serata. Il tempo di fare la registrazione in albergo, trovare un posto per mangiare, mangiare, tornare in albergo, preparare lo zaino per il giorno dopo ed è già tardi per andare a dormire. Il pensiero e timore principale era rivolto al meteo: che cosa troveremo domani lassù in quota?

La sveglia suona presto e dopo poco mi trovo con Sofia nel corridoio dell'albergo per avviarci verso la zona di partenza. Dobbiamo ritirare ancora i pettorali e soprattutto fare colazione. Riusciamo a fare tutto con calma ed evitare code. Ora dobbiamo solamente trovare il coraggio di abbandonare gli abiti civili ed attendere la partenza in tenuta da corsa. 

La partenza arriva in un attimo e la giornata si "scalda" subito sulla prima salita del giorno. Oggi possiamo/dobbiamo ciacolare molto meno e molto poco. Il fiato ci serve tutto per conquistarci metro dopo metro tutto il dislivello che abbiamo da fare. Si sale poco a poco e da subito siamo immersi in paesaggi veramente spettacolari. Non c'è respiro e per i primi 7-8km sarà una salita non trascurabile per le gambe. Dopo 5km ci siamo dovuti fermare a coprirci per via del vento veramente forte. Inutile rischiare di prendere freddo. In certi tratti il vento si sentiva tutto, in altri per nulla e l'anti vento era eccessivo, ma non l'ho mollato. Sono arrivato anche a mettere qualcosa sulle orecchie per proteggerle dal vento.

Finalmente la prima salita finisce ed il paesaggio che si apre è da togliere il fiato. Cominciamo la discesa e vedo "Stambecco Sofia" cominciare a recuperare terreno su terreno e capisco che per me oggi sarà più dura del previsto dovendola inseguire anche in discesa. Fortunatamente la discesa non  è così impossibile e riesco  a non farmi dare troppo distacco.

Purtroppo o per fortuna la discesa e/o tratti  veloci finisce rapidamente. Ora comincia la seconda salita del giorno sulla quale troveremo il solo ristoro di tutta la giornata al "Refuge du Mont Thabor" a quota 2500. Chiediamo gentilmente di farci fare una foto ricordo e poco dopo andiamo a rifocillarci. Qua per Sofia è stato il momento più duro di tutta la gara: portarmi via dal ristoro e non farmi finire le scorte di viveri di tutto il rifugio.

Si riparte in salita ed il "Mont Thabor" è ancora nascosto agli occhi. La distanza tra me e Sofia comincia ad aumentare in questo tratto perchè c'è qualcosa che non funziona in me: sento il polpaccio destro  indurirsi leggermente e non posso forzarlo troppo per starle dietro. Fortuna che la salita "finisce relativamente presto" e respiro un secondo, ma nella discesa il polpaccio non recupera nulla venendo sollecitato forse di più. A questo punto la decisione più dura della giornata: "Sofia, te vai per la lunga io non riesco a starti dietro per via del polpaccio che mi da fastidio ed al bivio prendo per la corta" dopo averla abbracciata e fatto un super in bocca al lupo per la sua gara io "parto tranquillo" per arrivare al bivio.

Una volta al bivio mi chiedono se era gara lunga o corta. Comunico la mia decisione di fare la corta e chiedo se è possibile. Mi prendono il pettorale e mi dicono che 5km di discesa e sono arrivato. Guardo il Garmin e dico "spettacolo, saranno 20 perfetti!" e comincio a scendere alternando tratti veloci a tratti "ed ora che cassus faccio?" senza però ammazzarmi e questo mi rende felice. Il paesaggio è veramente eccezionale ed a volte mi passa anche la voglia di correre per fermarmi ed assaporarlo.

Ad un certo punto (km 19 circa) nel bel messo di un  tratto di discesa sento il polpaccio destro inchiodarsi e non mi tiene più su proprio nel momento in cui dovrei spingere per andare avanti. Mi accorgo in tempo e lancio le bacchette di lato e le mani libere attutiscono la caduta. Una volta "completamente atterrato" mi giro a pancia all'aria per stirare il polpaccio. Tutto bene e recuperate le bacchette lo sciolgo ancora un attimo. Ora si riparte ed in teoria manca un solo chilometro. In pratica non mi convince perchè sono ancora nel mezzo del nulla e qua non vedo segni di rifugi.

La discesa continua ed ora seguire i "pallini rosa" per non perdersi è più difficile perchè si disperdono. Nulla di impossibile e rallentando un attimo li si vede per tempo con zero problemi. A questo punto non mi resta che seguire il torrente e godermi il paesaggio. Durante questa discesa vengo letteralmente asfaltato dai primi del giro lungo: impressionante vederli scendere come se nulla fosse nei tratti dove ero in difficoltà a scendere piano.  In un tratto piano ormai verso il finale mi supera uno correndo a tutta. L'istinto è stato quello di lanciarmi dietro a lui in inseguimento per capire quanto potevo chiedere alle mie gambe. Lo tengo veramente poco ed il mio pensiero è stato semplicemente uno: nemmeno all'IM ho le gambe che chiedono uno stop in questo modo!

Comincio a vedere le case e questo significa che sono vicino all'arrivo. Aumento il passo e mi dicono che dopo le case a destra c'è il traguardo. Comincio a spremere le gambe per arrivare alle case e quando giro a destra cosa trovo? Un breve rettilineo e poi curva a sinistra con l'arrivo. Cammino qualche metro e poi riprendo  a correre. Ecco l'arco ... passo sotto ... auto dichiarandomi ... "BARDONECCHIA THABOR TRAIL Rock & Run FINISHER" e nonostante l'istinto fosse quello di lanciarmi a terra e riposare il mio corpo si trascina verso il ristoro finale.

Ho un solo pensiero per la testa: e Sofia dove sarà e come se la passa? Sarà dura attenderla. Il tempo non passa mai e continuo a ripensare a quando ci siamo salutati  e separati parecchio prima. Prima mi sdraio sul prato a riposarmi, poi continuo a fare su e giù a piedi per vedere il tratto finale della discesa sino al momento dove ho riconosciuto il suo vestiario e berrettino (tra l'altro bellissimo) e sono corso verso il traguardo. L'attesa verrà poi ripagata nel vederla arrivare, nel farle la foto nei suoi ultimi metri di gara ed abbracciarla subito dopo il traguardo. Sofia, SEI STATA MITICA!!!!

Il tempo di mangiare, riposarci un attimo e stare ancora in compagnia di altri amici e si deve tornare a casa sperando di non imbatterci nel week-end di bollino rosso auto stradale che si temeva. Il viaggio di rientro è stato piacevole e sinceramente lo credevo più lungo e sofferente.

Quanti pensieri e quante emozioni INDELEBILI legate a domenica. Da giù vedevi le montagne lontanissime e poco alla volta eri da loro. Ero solo con le mie gambe e la mia testa e sono riuscito a farcela un passo dopo l'altro. Le difficoltà che ti propone la natura e le superi una dopo l'altra restando nei tuoi limiti e cercando di non farti male. Le scarpe da Trail che diventano sempre più sporche e vissute metro dopo metro. I muscoli che hanno da lavorare e veramente tanto per farti vivere queste emozioni. Il supporto della gente che "spunta" fuori anche se sei disperso nel nulla. Ricordo nella discesa finale il tifo (in lingua italiana o francese che non capivo) da parte di persone a spasso è stato fondamentale. Mi è rimasto impresso un bambino che incitandomi (ovviamente in francese ed io non capivo nulla) mi ha corso a fianco per qualche metro.


Prima  di chiudere un sentito ed enorme GRAZIE DI CUORE all'organizzazione per averci fatto vivere questa strepitosa giornata indimenticabile! 

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