Klagenfurt 2013 - L'IM che non ti aspetti

Con notevole ritardo mi avvio a raccontare l'esperienza vissuta a Klagenfurt 2013 durante l'IM. Le premesse non erano delle migliori e lo scopo era solamente finirlo conscio del fatto che potevo non farcela. Doveva essere una gara alla sopravvivenza soprattutto in bici. L'infortunio subito mi ha interrotto i carichi finali ed avevo difficoltà a pedalare anche pochi chilometri. Pensare a farne bene 180 era veramente da suicida.

Tra sabato pomeriggio e domenica alle 6 qualcosa è cambiato. Una serie no stop di sms, whatsapp e mail mi sono arrivati da tantissimi amici per augurarmi una buona gara. Tra tutti questi sono "spiccati" un paio di messaggi - di cui uno sconvolgente per quanto inaspettato dal contenuto - che mi hanno deciso a tirare fuori i denti e lottare dal primo metro all'ultimo!

La sveglia presto, il ritrovo in zona cambio con gli amici e poi la vestizione con la muta fanno capire che a breve la giornata sarebbe diventata molto impegnativa. Il tempo scorre e ci si porta sulla spiaggia. Gli ultimi saluti, le ultime battute e poi si fissa l'orizzonte. Le boe sono lì e dobbiamo prenderle tutte, girare, tornare indietro e poi farci ancora un chilometro nel canale. Riuscirò a farcela? Non ho idea, ma tra poco lo scoprirò!

Nuoto: A differenza dello scorso anno la muta è consentita. Non mi faccio scrupoli e parto subito. Nonostante la partenza sia "da vivere" riesco ad uscirne molto bene e dopo qualche centinaia di metri riesco a prendere il mio ritmo di bracciata/respiro senza fatica. In meno del previsto arriva la boa del 1350 e sono anche incredulo di essere già arrivato qua. Pensavo di avere contato male io le boe, ma giravano tutti e quindi ho capito di non essermi sbagliato. Il tratto breve passa via in un attimo. Sono consapevole di stare attento alla prossima boa. Devo rallentare e capire dove puntare per andare verso il canale. Durante il cambio di direzione ricevo un calcio in pieno occhio e sento l'occhialino uscirmi da dietro. Rallento un paio di secondi e capisco che è tutto apposto. Parto verso il mio riferimento e salvo un paio di contatti del tutto senza violenza arrivo all'imbocco del canale. Capisco di essere nel canale per via della terra e del cambio di colore dell'acqua. Il mio primo pensiero è stato di essere "solamente" a 2.8km di nuoto e di averli nuotati veramente male. Decido di fare come si riesce il canale evitando contatti e soprattutto i ranisti. Capisco di essere vicino all'uscita e mi sento tranquillo. Ancora pochi e sarò coi piedi per terra e potrò dire metà gara fatta. Vedo l'uscita ed a differenza dello scorso anno c'è molta più gente. Un volontario mi afferra il braccio e mi trovo sul tappeto pronto a correre verso la bici. Porto il dito sul 910xt per fare scattare la fine del nuoto e mentre premo leggo il parziale ed aggiungo una serie di pensieri di stupore. Impossibile, ho nuotato malissimo :(

T1: Visto che hai fatto un bel crono a nuoto vedi di non perdere mesi in questo momento. Arrivo, prendo la mia sacca e mi cambio in tempo da record. Nel momento che sto abbandonando la tenda mi rendo conto di avere dimenticato gli occhiali da bici nella sacca. Panico! Rincorri la sacca, prendila e metti gli occhiali. Ok, ora di corsa alla bici e prepariamoci. La gara comincia ora per due motivi: sono su terra ferma e non so quanto riuscirò a pedalare. Vedo la bici di Socio-K ancora nella rastrelliera e questo mi porta a sorridere perchè l'ho passato in acqua: chissà a che chilometro mi recupera in bici da corsa?

Bici: salito in sella la mia preoccupazione sono i due anelli di 90km con un tracciato a me  non congeniale. Non mi preoccupo più di tanto perchè so di non potere spingere. Mi rendo subito conto che però le gambe vogliono andare. Decido di provare a puntare alle 6h20m che avrei voluto fare lo scorso anno e non ci sono riuscito. Grazie agli allenamenti del coach i primi sali e scendi li mangio via come niente e sento le gambe reattive. So benissimo che sarà il Rupertiberg a farmi capire le mie condizioni soprattutto al secondo passaggio. Non saprei cosa dire dei 180km in bici di preciso. Ho un bellissimo ricordo del primo passaggio al Rupertiberg all'imbocco della salita. Nel caos più totale riconosco una voce su tutte: una mia amica del RRCM che subito saluto e mi sento ricambiare con un tifo mostruoso. Devo essere migliorato anche in discesa col passare degli allenamenti perchè ho toccato meno del solito i freni ed anche il tempo passato in posizione è stato maggiore rispetto allo scorso anno. Il percorso di Klagenfurt in bici è veramente bello sia come profilo altimetrico (anche se non è adatto a me) che come paesaggio. Il problema è che fare "no-draft" è difficile soprattutto nei primi tratti in quanto si esce molto compressi e non c'è dispersione. L'alimentazione durante la frazione ciclistica è stata la stessa dello scorso anno con l'aggiunta di qualche coca-cola presa al volo per integrare più rapidamente. L'avrei fatto anche lo scorso anno, ma quando passavo ai ristori era finita.  La strada passa sotto le mie ruote senza rendermi troppo conto ed arrivo a scollinare il Rupertiberg  per la seconda volta. Mi sento in forma e sto benone. I primi 150km della bici sono in tasca. Ora mancano solo gli ultimi 30 e poi sarà la maratona a decretare questa frazione ciclistica. Ho capito di averla fatta bene (rispetto a me) vedendo il parziale, ma ho capito di averla fatta male rispetto alla massa dal numero di persone che mi hanno passato. Non mi interessa, l'IM è una gara contro noi stessi e non contro gli altri per arrivare primi o prima degli altri. La T2 ormai è sempre più vicina e non vedo l'ora di mettermi a correre! Durante la frazione ciclistica ho capito di essere vecchio e di avere un pessimo rapporto con la vescica: mi sono dovuto fermare quattro volte (due per giro) a fare plim-plim -.-

T2: Scendo dalla bici e punto la mia posizione in rastrelliera. La lascio lì e la saluto ringraziandola di tutto.Corro alla zona sacche, prendo la mia da running e nella tenda mi cambio togliendomi la tenuta ciclistica e mettendomi in modalità runner. Ok, sono pronto e non so nemmeno il tempo di gara dal via. Ho davanti a me solamente LA Maratona che mi porterà a conquistare Klagenfurt per la seconda volta.

Running: Appena uscito dalla T2 metto a freno le gambe che anche in modalità runner. Cerco di frenarle per stare al passo che mi ero prefissato, ma nulla da fare. Ho due opzioni: correre la maratona come credevo di poterla fare oppure correrla e fare al passo-camminata prima e dopo ogni ristoro con pausa cibo. Scelgo la seconda opzione e devo dire che non è stata poi così male come scelta. I 42km mi volano via senza problemi e mi diverto anche. Uno dei ricordi più belli di questa Maratona è alla fine del primo giro quando mi troverò a correre assieme a "Sara Tavecchio" che conclude il suo IM in 09:47. In quel momento capisco che il passo delle mie gambe (in corsa) è buono e che mi sento veramente in giornata. Ora mancano solamente gli ultimi 21km e qua non si può scherzare e/o fare il pirla. Cerco di stare buono ancora 5km e ci riesco. Una volta che mi sono sentito verso la città ho deciso di CORRERE! Mi sono messo a ritmo allenamento e ho lasciato andare le gambe. Ho fatto un finale attorno ai 4.15 e gli ultimi tratti anche sotto i 4/km. Arrivo in grande volata e portando gli occhiali sopra la visiera del cappellino comincio a piangere incredulo di quanto ho appena fatto! Ho pensato a tutti gli amici visti, superatati, incrociati ed incitati nel mio tratto finale. Ora toccava a loro affrontare l'ultimo quarto di Maratona per vivere l'emozione dell'arrivo a Klagenfurt! Purtroppo però la Maratona ha avuto anche dei momenti no dovuti alle scarpe: enorme delusione delle Ghost5. Ad ogni passo sentivo pungere sotto come se la scarpa fosse o bucata o con dentro qualcosa. Ho smesso di contare le fermate per controllare le calze o sassi alla quarta ed ero ancora al primo giro. Il dolore ai piedi mi ha fatto compagnia per tutti i 42km mi ha fatto compagnia. Niente vesciche o nulla di nulla. Come se la scarpa "sprofondasse" sotto i miei 63Kg (peso ciccione probabilmente) e non mi proteggeva. La soddisfazione enorme  è arrivata quando tutti quelli che mi hanno visto correre la Maratona mi hanno detto che avevo una postura ed un appoggio veramente corretto e non da uno stanco.

Arrivo: L'arrivo alle mie spalle, un timer da 11:35 che MAI mi sarei aspettato. Un sorriso in un volto pieno di lacrime ed un solo pensiero che regnava nella mia mente: GRAZIE COACH! 

... gara memorabile e sensazionale: con un nuoto inaspettato, una bici da corsa che mangiava ogni metro di asfalto e le gambe che PRETENDEVANO di correre la Maratona ho alzato le braccia al cielo dopo 11.35 minuti di gara. Sono stati due messaggi in particolare ricevuti ieri a farmi tirare fuori i denti ( o meglio le palle ) e grazie a tutta la preparazione del coach ho firmato un sogno! Coach, come hai detto te la fatica l ho fatta io, ma il traguardo è dedicato a te: SEI STATO VERAMENTE IN GAMBA OLTRE CHE UN AMICO SENZA EGUALI!!!

Appena recuperato tutto ho subito chiamato il coach e gli ho detto che questo IM era dedicato a lui perché è riuscito a farmi condurre una gara come si deve e che proprio non mi aspettavo. Non avevo lasciato dichiarazioni cronometriche, ma pensavo di fare un 12.30/13 come tempo finale. Un grazie a tutti quanti per il supporto ed il sostegno sia nel week-end di gara che nelle 30 settimane precedenti sopratutto nei momenti no

Parlando con l'Ottavio mi ha detto una frase che al momento non ho capito molto, ma poi riflettendoci ho "fatto mia" e non posso che approvarla in pieno "Ho avuto solo fortuna" ed in effetti di fattori favorevoli sono stati tantissimi. Inoltre, con mio enorme stupore, a fine gara ed anche nei giorni a seguire ZERO DOLORI!

Dopo Klagenfurt mi sono sparato una settimana di ferie in quel di Londra e devo dire che come stacco è stato fantastico. Di tutta la vacanza il momento più bello è stata la domenica pomeriggio quando sdraiato a St. James Park fissavo il cielo e mi sono rilassato del tutto. Ho capito le parole del coach (con mesi di differita) quando mi diceva di non pensare a nulla se non a divertirmi e svuotare la mente. Non so quanto tempo abbia trascorso fissando quelle foglie e quel frangente di cielo. La sola cosa che so e ricorderò per sempre è il non avere avuto pensieri e staccare completamente la spina dopo una preparazione lunga, impegnativa e con momenti no. Ora la pacchia è quasi finita perchè da domani si torna in preparazione per l'ultimo obiettivo dell'anno con la "sola pretesa" di finirlo senza nessuna ambizione. E con questo post vi saluto. Spero di riuscire ad essere più regolare negli aggiornamenti, ma il tempo è veramente poco in questo ultimo anno.

Per gli amanti del sito garmin connect:

Ora, come prossimo requisito fondamentale per la mia sopravvivenza DEVO imparare a pedalare perchè così non si può andare avanti ... o meglio ... non si può andare là ;)

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