[Triathlon] Ironman 70.3 St. Poelten 2012

Dopo 20 settimane di preparazione in vista di Klagenfurt è giunto il momento della verità per capire il mio stato di preparazione prima di affrontare l'ultima fase di carico. La prova da affrontare era l "Ironman 70.3 St. Poelten 2012" e devo dire che si è rivelata una gara senza precedenti per me!

Entro in acqua qualche minuto prima della partenza e non volevo partire. L'acqua era fredda e non mi sentivo a mio agio, ma non mi andava di non provarci nemmeno. Ho impiegato qualche minuto prima di riuscire a respirare correttamente e sentire caldo. Manca poco alla partenza e da dietro mi porto avanti pronto alla battaglia. Fortuna ho indossato la doppia cuffia per proteggere la testa!

Nuoto: Appena sento il via resto coinvolto nella tonnare e devo dire che il ritmo non è poi così alto come mi aspettavo. Sarò che forse a nuotare con "certi elementi" mi sono abituato a condizioni peggiori. Capisco subito il dettaglio chiave della giornata: non è giornata per nuotare e così cerco di sfilare lateralmente e proteggermi dalla tonnara. La prima boa arriva facilmente ed in pochi attimi arrivo alla successiva. Il problema comincia proprio qua. Non riesco a vedere davanti a me la boa successiva e cerco di sfruttare la memoria della mappa del nuoto per orientarmi. Alla fine la scelta mi porta anche fortuna assieme al fatto che decido di rientrare nella tonnara in questo modo o tutti fuori strada o tutti alla boa.

Il primo laghetto finisce velocemente ed ora mi tocca uscire, correre 300m e poi rientrare in acqua per i 900m restanti. Non ho voglia di rientrare in acqua! E' già tanto che ho fatto il primo 1000 senza ritirami. Appena tocco terra comincio a correre e mi si apre la mente. Essermi abituato a correre con le A0 è stato veramente di grandissimo aiuto per questo tratto a piedi nudi. Quasi non sentivo la differenza.

Non vedo l'ora di raggiungere il laghetto e ... appena vedo l'acqua mi tuffo dentro (non chiedetemi dove abbia imparato a tuffarmi, ma l ho fatto) e comincio a sbracciare capendo una cosa: AMO QUESTA VITA!

I 900 restanti volano via che è un piacere nonostante non sono al top per nuotare. Senza accorgermi di nulla ho davanti a me l'uscita  dall'acqua e questo vuole dire solo una cosa: ACQUA ANDATA ORA PENSIAMO ALLA TERRA!

T1: Esco e mentre mi sfilo la parte alta della muta. Cerco la mia sacca e corro alla tenda. Mi cambio in tranquillità e mi avvio verso la mia piccola che mi sta aspettando. Avrò 90km da affrontare con tre salite. Dai che ti diverti :)

Bici: Parto subito con un buon rapporto ma non esagero come cadenza per dare il tempo al mio corpo di adattarsi post nuoto.   Nel giro di poco si incomincia a prendere velocità e con grande stupore capisco dove sto pedalando! Siamo in un tratto di autostrada chiusa per appositamente per la gara e vi posso garantire che è veramente spettacolare. La vera emozione è quando sono cominciati i sorpassi sfruttando la seconda corsia. Le gambe girano e lo sforzo è minimo. Vedo che supero molte persone ed alcune ricambiano.

Arriva la prima salita si supera senza difficoltà. I "primi problemi" cominciano in discesa quando l'aria laterale comincia a farmi sculare la bici e questo dettaglio implica due fattori: maggiore attenzione e riduzione della velocità. Starò attento, ma ora il mio pensiero si porta alla seconda salita. E' la più impegnativa della gara e so benissimo che la frazione di corsa sarà decisa da lei. Nel mentre penso ad amici che ho veramente voglia di vedere e passare del tempo con loro. Nei momenti precedenti alla gara mi hanno dato un sostegno enorme e so che mi stanno seguendo da casa.

E' giunto il momento di salire, ma la questione si complica un attimo. tratto iniziale di salita è con pendenza lieve, ma il vento contro è notevole. Devo rallentare molto prima del previsto, ma qua le parole del "Saggio Luciano" mi sono venute in mente: impiega qualche minuto in più in bici, ma ricorda bene che sei un runner! ... e nella mia mente ho risposto: e così sia!

Rallento e mentre cerco il rapporto/cadenza vengo superato da diverse bici "mangiate" nel rettilineo precedente lungo il Danubio. La pendenza aumenta e comincio a sentirla nelle gambe, ma so che posso pedalarla ancora senza darle vittoria. Recupero qualche posizione, ma molte meno di quelle perse. Vedo il cartello del ristoro e capisco di essere quasi in cima.

Davanti a me il ristoro e non potevo immaginare che da lì a pochi secondi la fantastica giornata poteva rovinarsi. Lancio nello scatolone la borraccia vuota e mi avvio a prenderne una piena. Davanti a me una bici e così mi sposto laterale perchè avevo finito ed ero pronto a lanciarmi in discesa. Il tipo della bici sbanda e mi viene quasi addosso. Aumento la pedalata ed il contatto è minimo. Io cado in piedi e non mi faccio nulla, e lo stesso vale per lui. Il problema è il ragazzo dietro che cade a terra.  Mi prende un nodo allo stomaco e non so che fare. Viene soccorso subito dall'organizzazione e nel mentre io mi sento  delle urla in tedesco dal tizio che ha sbandato. Non gli rispondo in italiano perchè sono educato. mi sposto per non ingombrare la strada in avanti e faccio qualche centinaio di metri prima di trovare modo di fermarmi. Appena riesco torno indietro a chiedere del ragazzo caduto. Mi dicono che è tutto apposto, spero sia vero. Attendo ancora per un attimo il passaggio libero e poi mi lancio in discesa. Nulla sarà più uguale a prima, ma la gara deve continuare.

Qua la questione si complica. Prendere velocità non è un problema, ma il vento laterale complica il tutto  e bisogna stare molto attenti. Non riesco a scendere al cento per cento perchè nella mia mente ho ancora le immagini di quel secondo dove ho visto con la coda dell'occhio il ragazzo cadere. Nonostante tutti i pensieri sono sceso ed ero pronto ad affrontare la terza ed ultima salita.

La terza salita non è difficile, ma so che non posso andare a recuperare il tempo perso nella salita precedente. L'obbiettivo è salvarmi le gambe per la corsa ed è quello che faccio. Ignoro tutto quell che mi circonda e vado avanti sino allo scollinamento. La città di St. Poelten si avvicina ed in poco tempo si arriva verso la zona cambio. Ormai è questione di poco e si deve scendere dalla bici. Credo di avere pedalato bene e di avere gestito bene la frazione in bici. Sarà vero? Ho solo un modo per scoprirlo. Spero che tutto il "mangia e bevi" mi abbia coperto bene le energie della pedalata e non mi abbia appesantito per la corsa.

T2: Mi cambio con calma e prima di alzarmi dalla panca mi ripeto e prometto di partire piano e di non fare cavolate. Non ho davanti solamente 21km. Ho davanti i 21Km che potrebbero compromettermi l'IM se faccio qualche pazzia e mi torna l'infortunio.

Running: Ho davanti a me due giri da 10km e l'anello finale di 1km. Parto piano e tranquillo con l'idea di provare il passo che stimo per la Maratona a Klage. Capisco subito che non è giornata e sono troppo veloce. Tengo a freno le gambe ed il primo giro vola via in un attimo.

Ad ogni ristoro (circa 2.5km) mi fermo a bere e poi riparto. Al 3° ristoro prenderò anche il primo gel della corsa.  Comincia il secondo giro e mi fermo ai primi due ristori.

Al 15°km prendo il secondo gel e capisco che è ora di andare. Sto bene e posso permettermi di allungare senza forzare troppo il passo. Le lascio andare in progressione e mi sento bene. Arrivo al 19°km e farò il penultimo passaggio dentro la zona d'arrivo. Ora manca veramente poco e mi basta solo attendere.

Un passo dopo l'altro ed arrivo velocemente nella corsia "Finish" e mi guardo le spalle. Sono solo e davanti a me due ragazze tengono in mano lo striscione d'arrivo.

Prendo gli occhiali e li porto sopra la visiera del cappello. Porto le mani al viso e comincio a piangere dall'emozione. Pochi passi ancora e sono davanti allo striscione. Lo afferro tra le mani, lo avvicino al mio volto e lo bacio col volto il lacrime! Mi giro alla mia destra  e lascio lo striscione alla ragazza. Col volto in lacrime faccio ancora qualche passo e mi preparo a ricevere la medaglia al collo.

Lo scorso anno "Cap.Ale" in vista di Galway mi aveva detto che l'importante era arrivare sorridendo. Credo di avere capito esattamente domenica il significato delle sue parole. Ho fermato il garmin poco dopo l'arrivo e l'ho subito resettato/spento perchè non mi interessava il riscontro cronometrico. Ho gareggiato per me stesso e con me stesso. Non ho neanche alzato la testa a vedere il tempo sul display finale. Io piangevo. Io sorridevo. Io ho alzato lo striscione. Io l'ho baciato come se fossi IL vincitore perchè è così che mi sentivo!

In tanti anni di lunghe distanze non ho mai gestito una gara in questo modo. Parlo di tantissimi aspetti che prima della preparazione dell'IM trascuravo e non saprei come spiegarvi. So che ora li conosco ed è grazie a loro che sono cambiato non solo come atleta, ma soprattutto come persona.
[...] ‎... Credo di non avere MAI gareggiato così bene (ignoro crono) ma soprattutto non ho MAI pianto così dal cuore! St Poelten 70.3 FINISHER :) [...]
Scoprirò soltanto qualche ora dopo l'arrivo ed a pancia piena i miei tempi grazie agli amici da casa che mi hanno seguito via tracking. Il tempo finale direi che è buono oltre ad essere il mio personale sulla distanza. Non mi interessa poi tanto questo dettaglio. Quello che mi interessa è che quando ho tagliato il traguardo ero sorridente, felice e non ero per nulla stanco. Anche nel post gara, ieri ed oggi mi sento bene e sono senza dolori.



Ora però non posso vivere di sogni e passato. Ho davanti a me ancora 6 settimane di preparazione prima di affrontare l'obiettivo dell'anno. Le premesse non mancano, ma le parole non bastano. Ultima stretta di denti e poi si tornerà nuovamente in austria tra poco più di un mese.

Prima di salutarvi vi lascio qualche link di contorno e curiosità:

Come giudizio personale posso dirvi che la gara è ottima e vi consiglio di provarla!



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