[Running] Dublin Marathon 2011

Ancora non ci riesco a credere, torno a casa Dublin Marathon con l'amaro in bocca ed una lezione che non scorderò MAI in vita mia. Prima di cominciare a leggere il racconto della gara vorrei specificare una cosa. Ciò che mi ha "preso male" non è il fattore cronometrico. Quello che mi ha lasciato l'amaro in bocca ed una sensazione negativa è stata la mia condotta di gara che non ha nulla a che fare con la "mia esperienza" in Maratona visti gli errori commessi uno dopo l'altro.

Lunedì 31 Ottobre: Suona la svegla molto presto e cercando di non svegliare nessuno della famiglia che mi ospita scendo le scale dove comincio a fare colazione mangiando una buona dose di carboidrati. Finisco verso le 6.20 ed ho più di 3h10m per digerire il tutto in vista della partenza. Quando capisco che è l'orario giusto mi avvio verso la zona di consegna borsa con una camminata molto tranquilla di circa 20 minuti.

I primi gruppetti di runner cominciano a formarsi e quando sento parlare italiano mi fermo lì in zona. Li sento parlare di un loro amico con dei numeri veramente eccezionali dimostrati sul campo. Parlano e parlano e nella mia mente mi viene da dire che lo conosco. Sapete di chi parlavano? Del buon Margantonio!

Torniamo alla mia gara vista da un punto di vista strettamente teorico:
Dopo essermi cambiato comincio il mio riscaldamento e percepisco delle strane sensazioni da parte delle gambe. Non ero così convinto che fossero di buon auspicio. Nel mentre conosco un ragazzo italiano che mi è stato subito simpatico per via della sua maglia da gara. Decido di andare a fare pipì, ma vista la coda enorme ai bagni cerco un posto in una via e mi arrangio come solito. Rientro in grigia e siccome la partenza è stretta decido di andare a prendere la "palla verde" (pacer 3h) per partire avanti. L'attesa è lunga, ma essendo nel gruppo resto protetto dall'aria ed al caldo. Dal punto di vista dell'abbigliamento questa Maratona comprende una novità non di poco conto: GOMMATO A2! (=Saucony Kinvara)

Appena dopo lo sparo il ressone non manca e fatico a passare. Mi trovo al mio fianco il pacer anche lui in difficoltà e decido di correre con lui. Il passo è buono e mi faccio portare fuori dal casino da lui. Sentivo le gambe "normali" ed ero felice. Dopo un paio di chilometri mollo il pacer perchè col primo falso piano dublinese ho capito subito che le gambe non erano normali ed oggi sarebbe stata dura. Conosco il percorso e lo conoscono anche le mie gambe. Oggi ci sarà da piangere.

In meno di un lampo mi trovo a Phoenix Park e nonostante il primo ristoro fatto bevendo acqua ho cominciato a sentire un caldo di quelli assurdi. Il caldo però era interiore nella parte alta del corpo, perchè a livello muscolare le gambe non riuscivano a scaldarsi. Volevo godermi Phoenix Park senza pensa a ciò che mi sarebbe aspettato una volta fuori da lì. Ero in parte preoccupato per il tratto nuovo visto che l'ultimo rettilineo è stato tolto per via di lavori in corso. Devo dire che ha solamente aumentato (=anticipato) il divertimento il nuovo tratto.  Purtroppo Phoenix Park è finito e questo è male per due motivi. Il primo perchè è bellissimo correre al suo interno ed il secondo perchè sapevo che la vera Dublin Marathon sarebbe cominciata di lì a poco. 

La prima cosa fatta appena uscito dal parco è stato fermarmi a prendere da bere. Nonostante il passo ridotto a causa delle gambe che non si scaldavano continuavo ad avere caldo. Il primo colpo alle gambe  arriva al sottopassaggio attorno al quindicesimo perchè è veramente subdolo come inizio del divertimento. Chi lo ha corso capisce cosa intendo. Si comincia ad attraversare una serie di quartieri ed i loro abitanti hanno saputo rendere magico come non mai il nostro passaggio. Speravo di vedere la mia amica Melissa col bambino, ma non ci sono riuscito visto il pubblico veramente elevato.

Arriva il 17°km ed il caldo che sentivo dentro stava per mandarmi in crisi di disidratazione. Non chiedetemi come e perché visto che ero poco coperto a fine ottobre in Irlanda.   Vedo una ragazza che aveva in mano dell'acqua. Mi guardo a destra e non avevo nessuno. Esco dalla traiettoria e praticamente  finisce che l'abbraccio chiedendole se potevo bere. Lei ride e mi passa la sua bottiglietta dicendomi di finirla anche tutta. Ho cominciato a sentirmi meglio e riparto a correre.

Un grandissimo aiuto è arrivato dal cielo verso il 19° con una pioggia fine che mi ha rinfrescato e fatto passare il caldo. Il cambio del meteo però non è stato solo un bene. Avevo già le gambe fredde di mio e non ero ancora riuscito a sbloccarle dalla partenza e per questo motivo ero anche sotto passo. I pantaloncini hanno cominciato a bagnarsi e l'acqua si sentiva sui bicipiti femorali. Il vento freddo ha completato l'opera bloccandomi del tutto i muscoli e rendendo difficoltosa la gestione della corsa. Non ero ancora alla mezza e nonostante tutto mi sentivo quasi in forma senza un filo di stanchezza. Sei in ritardo con la teoria, ma ora vediamo di fare valere la pratica.

La pioggia mi aiuta solo parzialmente, ma decido di tenere il passo nonostante tutto. Il problema è che credo proprio in questo momento ho cominciato a commettere la serie di errori della giornata. Ad ogni discesa cercavo di imporre il passo per vedere quanto lo tenevo. Con senno di poi mi sono reso conto che ho rotto infinite volte il ritmo e bruciato un sacco di energie che in corpo a me sarebbero state più utili. Nel mentre arrivo alla mezza e la taglio in 1h33m circa. Leggendo quel numero mi è venuta la voglia di correre perché alla fine non era poi male il tempo. Ho fatto il semplice conteggio che con un x2 avrei avuto 4 minuti di tempo per gestire il personale. Vedi di non fare cavolate, oggi non ti avvicini al muro però prova a dare un senso a tutto.

La corsa prosegue e decido di non guardare più i beep del garmin. Capisco che a breve i 4 minuti di margine spariranno e dovrò lottare con me stesso per arrivare in fondo. Continuo a fare la c@zz@ta di rilanciare il passo ed i bicipiti femorali non vogliono sapere di scaldarsi. Arrivo quasi al 26°km ed ormai capisco che la situazione sta crollando in modo tragico. I pantaloni sono bagnati e "rimbalzano"  dove già il muscolo è freddo. Decisione sofferta: mi fermo! Faccio stretching e nel mentre scaldo con la mano la zona fredda. Sembra meglio, ma ho solo un modo per scoprirlo. Riparto a correre e sembra migliorare la situazione.

Il "dislivello" è più soft e riesco a prendere il mio passo d'allenamento e sono contento. Arrivo al controllo dei 30km senza rendermi conto di avere già fatto 3/4 della Maratona. Non bado molto attenzione al tempo, ma non mi sembra male. Il sogno di continuare correndo si frantuma in pochissimo. Sapevo che dovevo raggiungere e passare il 32°km per fare l'ultimo scollinamento della giornata. Ancora mi ricordo lo scorso anno il bambino col cartello "Smile! Last hill of the day!" e fortuna che è definita una maratona piana!

Mentre arrivo all'ultimo scollinamento ho cominciato a fare una riflessione interna e quando poi l'ho esposta a due miei amici volevano venire a trovarmi in Irlanda e darmi quattro legnate. Sempre gentili, vero? Ed ora che succede? Come arrivo alla fine? Quantifica nella tua mente la distanza e non ci pensare. Prima di tutto pensa a come scollinare e poi vediamo cosa fare dopo.

Raggiungo e supero a fatica lo scollinamento. Ho sentito i muscoli chiudersi dal freddo e non riuscivo a svegliarli fuori. Resisto sino al primo tratto dove la strada punta non verso l'alto e lì forzo sbagliando il ritmo per scaldare le gambe.

Avevo capito indicativamente il mio passo medio da inizia gara e quando ho visto in lontananza la lepre delle 3h15m ho deciso di attenderla e prenderla. Con lei reggo circa 1.5km al suo passo e poi devo fermarmi. Approfitto della sosta per fare "plim plim" visto che mi scappava. Ritorno in strada ed è stato il momento peggiore di tutta la gara. Le gambe si erano ghiacciate e qualsiasi passo era diventato veramente da record del mondo. In aggiunta le "fasi camminata" sono aumentate come frequenza e mi rendevo conto di rallentare sempre di più.

Il 39°km è stato in assoluto il più lento della gara dove ho capito che il mio "punto di rottura" non stava avvedendo ora. Il mio "punto di rottura" era già avvenuto probabilmente 20km o più prima. Ed io da COGLIONE non l'ho voluto vedere perché volevo correre la mia Maratona preferita facendo del mio meglio.  In questo modo ho fatto del mio peggio compromettendo tutta la gara sia come energie sia come tempo sia come fisico.  


Ho ripreso a "correre" al 40°km per un semplice motivo. Chi ha corso la Dublin Marathon ha capito a cosa mi riferisco. Se per tutta la Maratona ci sono persone lungo la strada, negli ultimi chilometri c'è il muro di persone. 


Sapevo di averla corsa male e di non meritarmi l'arrivo, ma per loro dovevo impegnarmi in questo finale. Riparto e quando ero in zona bandiera "25 Miles" è esploso un boato al mio passaggio. Ho avuto l'idea di battere il cinque ad un bambino e tutta la curva ha messo fuori la mano. Tra un "GO GO GO WELL DONE" e tutti i  cinque battuti non mi sono reso conto di andare avanti.

Il Trinity è al tuo fianco e questo vuol dire che tra poco sei arrivato. Improvvisamente sento urlare "E' Andrea" e mi vedo fotografare. Peccato non avere capito chi fosse. Scoprirò solo dopo che erano di amici di "Inglese a Dublino" che ringrazio tantissimo. Vi posso garantire che la faccia non era stravolta per la stanchezza. Era stanca e delusa per come avevo condotto la corsa. Soprattutto perchè non sapete il mio pensiero  in quel momento ed è meglio che continuo a tenerlo per me.

Costeggio il Trinity con la domanda "Chi era?" ed è stato un bene in quanto ho rimosso i pensieri negativi del momento. Mi salta il cuore in gola costeggiarlo e mi lascio andare alle emozioni. Tanto non mi interessa più il crono in questo momento vista la condotta di gara.

Davanti a me la bandiera "26 Miles" e rallento di qualche secondo perchè stavo avendo una fitta ancora dai muscoli freddi. Ho deciso che era meglio non rallentare perchè stavano per scavalcare le transenne pur di non farmi rallentare.
Ero solo a correre, chiudo gli occhi, penso, mi guardo di fianco e dico: andiamo e godiamoci assieme il rettilineo finale della Dublin Marathon anche se non è andata come doveva andare!
E con un nodo in gola, l'amaro in gola e tanta felicità nel cuore datami dai Dublinesi taglio il tragardo della mia tredicesima Maratona. Fermo il crono e lo spengo. Non guardo nemmeno il crono. Mi faccio mettere la medaglia al collo e vado a prendermi la sacca. Il tempo di cambiarmi sugli scalini e vado verso casa veramente deluso di me stesso! Scoprirò solo più tardi da un sms di un mio amico il mio tempo (3h22m) e sinceramente non sapevo nemmeno cosa dire o cosa fare.  

Non l'ho presa bene e sinceramente credo che sarà dura affrontare Reggio Emilia se non mi riesco ad ordinare i pensieri che ho in testa. Ci sono solo due note positive in tutto questo:


Ironia della sorte il giorno dopo alle 13:20 ero all' "Insomnia Coffee" che ha la vetrina proprio sul rettilineo finale.
[...] ... Ieri a questa ora ero sul rettilineo finale. Ora lo guardo mangiando muffin! X la cronaca NON sono arrabbiato x il tempo finale. Sono DELUSO x come ho corso male commettendo errori dopo errori! Tutto qua :-) ... [...]
Non sono un grande lettore, ma una frase descrive esattamente il mio stato d'animo anche a distanza di giorni.
"Cap 1 - Break point: there is a moment in every Marathon referred to as breakpoint. It s the moment the race will be won or lost. It s the moment one runner, or sometime a group of runner, breakaway from the other in the field. - The Marathoners by Hal Higdon
Ed io, durante questa edizione della Dublin Marathon, il mio "Break Point" l'ho superato senza rendermi conto compromettendo la mia gara e me stesso. E non è un caso che dopo la Maratona ho cominciato una riflessione che poteva anche prendere una piega non delle migliori per il mio futuro sportivo.
[...] ‎... Dublin Marathon 2011: finita, ma x come l ho corsa forse era meglio il ritiro! ora riflessione in corso ... [...]
E devo dire che tra tutti i commenti, messaggi e mail ricevute forse quello più completo che racchiude la risposta migliore è quello del buon Mac:
[...] non è sempre domenica, anche quando è domenica veramente... Goditi Halloween, e poi riposa un pochetto, le riflessioni falle con calma, a caldo si è ancora troppo sotto pressione. E poi sempre onorare il traguardo, a meno di problemi seri, correre peggio del previsto non è un problema serio, quindi hai fatto bene a terminare :) [...]
Ed ora è giunto il momento di andare avanti per il prossimo obiettivo mentre voi potete rilassarvi con le "Dublin Holiday 2011" foto fatte durante le ferie! Se poi volete anche aggiungermi tra i contatti "Google Plus" non è un problema!

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