[Triathlon] Half IronMan Galway 70.3

Ormai sono passate più di 48h ed ancora non ci credo: SONO UN HALF IRONMAN! La preparazione a cui mi sono sottoposto non è stata delle più facili che abbia fatto, ma è volata via come nulla e non mi sono nemmeno reso conto di mangiare distanza dopo distanza.

Non so da che parte cominciare a scrivere, quindi proverò a fare un diario cronologico molto sintetico.

Giovedì: Dopo avere impacchettato Shego per bene la mattina dovevo solo attendere il grande momento ovvero la partenza. Erano circa le cinque del pomeriggio quando ho imbarcato Shego ed ho capito che ormai non si poteva più tornare indietro.
[...] ‎... Shego imbarcata = no way back! Ultimo caffè Italiano preso, questo mi mancherà! ... [...]
Il viaggio in aereo tutto bene e la notte dormirò in un hotel vicino il "Dublin Airport" per prendere in maniera rapida e comoda il CityLink che mi condurrà a Galway la mattina dopo.

Venerdì: Arrivo a Galway e quando vedo lo striscione "Welcome to Ireland 70.3" comincio a farmi la cacca addosso. Non vi dico poi quando ho visto la scritta "Registration" e sono entrato in quella stanza. Uscendo avevo in mano un sacco di cose ed ero nel panico. Dovevo non fare errori con le borse e dovevo ancora rimontare e provare Shego. Dopo pranzo, mentre mi dirigevo al B&B, incontro per caso Alessio che avevo conosciuto su Facebook ed andiamo assieme a bere un caffè. Parliamo della gara e di varie ed eventuali. Da quel momento la mia permanenza a Galway ha preso una piega migliore. Nel pomeriggio rimonto Shego e la provo. Guidare "contro mano" non era poi così divertente in quanto legale. La sera è andata via tranquilla in compagnia di Alessio con una cena "offerta dal Signor 70.3" e poi un giro in un pub a sentire musica dal vivo.

Sabato: ritrovo lungo l'oceano la mattina ed io sono entrato in acqua per provare l'oceano. Definirlo fantastico era poco. Si nuotava bene ed era calmo. Non era come nuotare al mare o lago, ma tra un'onda e la seguente il ritmo si gestiva senza problemi. Approfittando della bici ancora in mio possesso porto il tutto al "B&B" e poi tornato ho fatto il controllo borse con Alessio. E' tutto pronto, possiamo consegnare. Entriamo nel vivo. La bici è appesa alla rastrelliera e le sacche sono appese nelle relative zone cambio. Ora mi sentivo meglio e rilassato. Il pomeriggio e la serata sono trascorse in totale relax per le vie di Galway. Una buona cena per caricare il corpo di energie e poi a nanna. Problema, non riesco a dormire. Guarderò un paio di puntate di "Friends" in inglese capendo poco o nulla, ma almeno mi hanno messo allegria.

Domenica - Sveglia: La sveglia era puntata per le 04:30 però vengo svegliato alle 03:15. Apro gli occhi e non capisco cosa abbia fatto un rumore tale da svegliarmi. Ho capito tutto al volo pochi secondi dopo. Era il vento veramente forte che veniva dall'oceano. Quando la sveglia suona il vento non si è calmato. Mi preparo, faccio colazione, ricontrollo l'unica sacca in mio possesso e dopo essermi coperto bene esco per andare verso la zona cambio.

Domenica - Pre gara: Arrivo alla zona cambio ed incotro Alessio. Entriamo a sistemare le ultime cose e vediamo l'oceano mosso. Ammetto di essermi preoccupato. Ad un certo punto scopriamo che le batterie sono cambiate come ordine e dimensione. Si vedono barche entrare in acqua e spostare le boe. Che cavolo succede? Per ragioni di sicurezza il nuoto è stato ridotto a 750m e quando l'ho saputo ho veramente sorriso. E' giunto il momento di prepararsi, la "battaglia" tra poco avrà inizio.

Swim: Quando sento chiamare le "White cups" decido di andare nella metà che partirà per prima. Avevo già visto gli elite partire ed andare piano. Chissà cosa mi aspettava in quei 750m? Avevo in mente benissimo le parole di "Socio K" quando mi ha detto: "il giorno che sarai sulla spiaggia tutto il resto passerà in secondo piano e sarai concentrato solo su quello che devi fare" ed infatti una volta messi gli occhialini tutto è scomparso comprese le onde davanti a me. Allo sparo dentro in acqua senza esitare e via nella tonnara. In questo modo dovrei restare più coperto dalle onde. Non è stato un 750m facile. La prima boa non sempre la si vedeva. Si saliva in alto e poi si cadeva giù. Sono caduto su un ragazzo e per ironia della sorte poco dopo è caduto lui sopra di me. Ci siamo guardati come per ridere, ma non era quello il momento ideale. Per mia fortuna sono abituato a respirare da tutte e due le parti, quindi le bevute sono state ridotte non di poco. L'acqua era veramente fredda, ma al momento non era il mio pensiero. Quando ho alzato la testa ed ho visto la spiaggia davanti a me volevo quasi sorridere. Sino a quando non tocco terra coi miei piedi non si sorride. Le bandiere d'uscita sono visibili ed anche il fondo. Sono stati 750m lunghi e faticosi, ma TERRA!

T1: Una volta messo il piede a terra per raggiungere la tenda della borsa la corsa era veramente infinita. Slaccio la muta e la sfilo. Il mio pensiero è stato: che c@##o di freddo??? Arrivo alla tenda ed era bella stretta come passaggio. Devo fare coda per arrivare a prender la sacca e coda per uscire. Il cambio è stato fatto alla meno peggio in piedi nella ressa. Una volta cambiato di corsa alla bici. Era veramente infinita e mi sembrava di essere già in mezza maratona. Una volta presa la bici la corsa è proseguita sino alla Mount-Line.

Bike: Appena salito in bici la botta di freddo è notevole ed avevo anche l'antivento leggero. Meglio che nulla, no? Speriamo che almeno il tempo regga. La mia paura più grande era il no-draft e relativa squalifica. Speriamo in bene, piuttosto rallento che rischiare. Pochi chilometri dopo siamo usciti subito da Galway e siamo andati a pedalare nel tratto di strada dove ho provato Shego il venerdì. La strada non aveva un fondo ottimale, ma si riusciva a scorrere via tranquilli. Il freddo era tanto, speriamo però regga così. Inutile dirlo perchè pochi chilometri dopo è venuta giù la fine del mondo di pioggia assieme ad un bellissimo vento gelido che nella fase di ritorno era contrario. I paesaggi attorno a Galway sono a dire poco stupendi. Peccato non essere riusciti a godermeli causa brutto tempo. Nella frazione in bici è stato bellissimo trovare lungo la strada, nonostante il diluvio, gli irlandesi sotto i loro impermeabili a fare il tifo ai ciclisti.  La vera emozione è arrivata al ristoro quando per la prima volta ho preso la borraccia e l'ho messa nel porta-borraccia sotto sella. Questo si che è figo! Il giro di boa arriva prima del previsto e mi sono detto, dai che faccio un bel tempo e potrei anche stare sotto le 5h considerando il nuoto ridotto.  Quando arrivo al giro di boa capisco che non sarà molto realistica la mia previsione di un "x2" visto il forte vento contrario. Mangio e bevo regolamente per tutto il eprcorso, ma decido di non sofrzare troppo perchè non voglio bruciare più energie del previsto. Arrivo al ristoro e capisco dove sono e so che mancano circa 30km alla zona cambio. Strano ma vero, per una volta sono voglioso di andare a correre una mezza maratona.  Ho cercato per tutto il ritorno di scaldarmi senza sprecare troppe forze e devo dire che ci sono riuscito. Finalmente arrivo a Galway, non ci potevo credere!

T2: Il mio arrivo al cambio non è stato dei migliori della storia. Rallento prima della umount-line e quando sono quasi fermo una raffica di vento mi butta quasi a terra. Per poco non cado, ma mi abbraccio ad un volontario che mi tiene su. Una risata e si entra correndo con la bici in mano. Si mette giù la bici e vado a prendere le mie "Saucony ProGrid Ride3" pronto per correre la mezza maratona. Non starò sotto le 5h visto il tempo fatto in bici, ma credo che il buon Francesco abbia preso in pieno la previsione (5h15/20)

Running: Esco dalla T2 e mi sento bene. La preparazione in questi mesi fatta in bici da corsa è stata migliore del previsto molto probabilmente. Non ho sentito la frazione di bici e le gambe vanno via come nulla. Bisognava fare 3 giri molto belli prima di prendere il rettilineo finale lungo l'oceano con destinazione l'arrivo. Avevo capito bene lo stato delle mie gambe ed avevo deciso di tenere un passo tranquillo tra i 4.20-40/km in base al vento. La regola che mi ero dato era solo una. Col vento a favore rallento e non scendo sotto i 4.20. Se il vento ostacola troppo rallento ulteriormente, non mi interessa. Il primo anello è tutto nella teoria, sono contento ed il primo braccialetto è al mio polso. Arriva il 12°km quando per evitare di cadere in due forziamo il passo e metto giù male il piede sinistro. Al momento tutto apposto. Passano poche centinaia di metri e mi arriva una pugnalata alla testa del femore sinistro. C@##O ORA NO! A questo punto posso dichiarare sfumato il mio secondo obiettivo del 70.3 che non ho detto prima della partenza. Volevo correre tutta la mezza stando il più vicino possibile ai 90/95 minuti. Resta l'obiettivo  primario ed è chiudere la gara. Mi sono venute in mente le parole di Antonio al suo primo IM Klagenfurt "In questo momento percepisco che sarò un IRONMAN, non importa con quale tempo ma mi fregerò di quella medaglia e taglierò quella finish line." ed è quello che farò anche se nel mio caso è mezzo.  Alterno tratti di corsa lenta a tratti di camminata. Prendo il secondo braccialetto e decido sul da fare per il terzo giro. Vedo passare una ragazza ed ha un buon passo che potevo reggere. Provo ad affiancarla e correrò con lei almeno un paio di chilometri. Era anche per lei l'ultimo giro ed avere una pacer sino alla fine era ottimo. Reggo 2km prima di dovermi fermare per la gamba. Quando riesco a ripartire a correre la trovo nuovamente davanti. Si era fermata ai bagni ed al ristoro. Provo ad avvicinarmi a lei, ma come una scheggia è partita. Arrivo a prendere il terzo braccialetto ed in quel momento ho avuto un solo pensiero: gamba, ora non mi rompere ... dopo l'arrivo hai tutto il diritto di parola ... ora zitta e corri! E così ho "corso" gli ultimi 2km (5.29 - 5) sorridendo con l'oceano alla mia sinistra. Ho visto Shego nella sua posizione in rastrelliera e le ho sorriso. Ormai ci siamo, è questione di centinaia di metri prima di arrivare alla zona designata per l'arrivo. Eccola e guarda il tappeto verde davanti a te. Non ci credo, sono arrivato veramente alla fine. Le braccia in alto e lo sguardo al cielo. Gli occhi pieni di lacrime tra un mix di emozioni e non.  Sono sotto l'arco d'arrivo e scatta la dedica dell'arrivo mentre gli occhi si inondano di lacrime come non mai. Non guardo nemmeno l'orario, non mi interessa ... SONO UN HALF IRONMAN! 

Post-Gara: E' vero che non ho corsa tutta la mezza e quindi non ho dato tutto quello che avevo in corpo, ma anche a distanza di due giorni NON mi sento stanco. Che esperienza strepitosa!  Subito dopo il traguardo ho ricevuto al collo la medaglia da finisher ed ho rivisto Alessio che contro ogni sua previsione è riuscito a "battermi" nel timing finale. Una bella mangiata e poi via a recuperare tutto quanto. Avevo poco tempo, volevo una bella doccia, dovevo smontare Shego, fare i bagagli e poi trovarmi per cena e l'ultima serata in un pub di Galway per festeggiare. Per levarvi ogni dubbio nemmeno questa volta ho assaggiato una Guinness, sono andato di coca cola.
[...] ‎... Essere autorizzati a fare il pirla x una giornata e ricevere un riconoscimento non ha prezzo: GALWAY 70.3 FINISHER! ... [...]
E se siete arrivati sino a qua ora vi faccio un bellissimo dispetto dandovi la sintesi che la sera ho scritto su Facebook per gli amici:
[...] Sintesi del 70.3 : Nuotata con oceano a bandiera rossa (ridotta a 750 ed i pro sono usciti in 15 minuti x darvi idea) pedalata sotto un diluvio e venti glaciali ed a detta dei locali non si presentava un meteo così terribile da una vita. corsa? Al 12 l infortunio alla testa del femore è tornato e mi sono dovuto arrangiare anche camminando,ma alla fine ho alzato le braccia tra sorrisi e lacrime x dire FINISHER 70.3! Grazie Galway & Grazie Irlanda [...]
Per chiudere il post volevo ringraziare TUTTE le persone che mi sono state vicino in questi mesi di preparazione anche a loro insaputa. Non parlo solo di chi mi ha dato consigli o di chi è sceso ad allenarsi con me. Parlo anche di chi mi ha fatto sentire il suo affetto nei momenti no, o di chi mi ha anche "solo offerto la sua spalla nel momento più duro di questa preparazione" e chi mi ha sostenuto sino alla fine. GRAZIE DI CUORE RAGAZZI!!!


Galway.com - IRONMAN 70.3 from Galway.com on Vimeo.

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