[Triathlon] Olimpico Ivrea - Hakuna Matata W12D7

So che sono in ritardo con gli aggiornamenti e cerco di recuperare il tutto prima possibile. Non scriverò il giorno di sabato, perché il mio allenamento è stato una pedalata da 27km circa per sciogliere le gambe in vista del Triathlon Olimpico di ieri ad Ivrea. Non ho scritto nulla ieri sera in quanto sono crollato come un bambino appena finita la puntata di Dr. House.

Pre Gara: Sveglia alle 04.20 del mattino perché mi piace sistemare il tutto con calma. Ritrovo sotto casa con Paolo alle 05:00 puntuali ed il viaggio verso Ivrea prende vita. Arrivati ad Ivrea troviamo quasi subito la Zona Cambio che doveva ancora essere pronta. Il primo segnale negativo della giornata si è manifestato: il ritardo dell'organizzazione. Un ritardo è ammissibile, vero? Così con calma ci sistemiamo ed attendiamo l'orario della partenza. Per evitare di cuocere al sole, perchè non regalarci un bel bagnetto nel lago dove poi si nuoterà? E bisogna dire che non è stata poi così negativa come esperienza.
[...] Nota: se nel corso della lettura notate un fondo polemico verso molti aspetti organizzativi sappiate che non è ironia, ma è quello che la gara ha trasmesso di negativo e di lacunoso [...]

Nuoto: Con un buon ritardo è giunta l'ora di iniziare la gara. Per entrare nel lago bisognava camminare in fila indiana su una passerella e poi saltare in acqua. In teoria non vi sono problemi, vero? Peccato che mentre tutta la batteria era "in coda" è stata data una partenza ed i primi in acqua sono partiti. Nello sgomento generale la gente è saltata in acqua. Si parte? Non si parte? L'organizzatore comunica che la partenza è stata già data. Peccato che eravamo quasi tutti ancora fuori dall'acqua. Nel mentre i primi che sono entrati erano già alla prima boa quando sono entrato in acqua. La frazione di nuoto comincia con un giramento di coglioni indescrivibile. Cerco di calmarmi ricordandomi che per me è un allenamento la gara di oggi e mi metto a nuotare. E' stata la nuotata in gara più strana della mia vita. Sapete perché? Con questa partenza veramente assurda ho nuotato in solitaria. Nemmeno un finto principio di ressa o un contatto! Come cavolo fai a divertirti se ti levano la parte più bella? Posso però dire che il lago era bellissimo e nuotarci è un piacere immenso. E' stato talmente bello che non mi sono nemmeno reso conto di fare la distanza ed era già ora di uscire. Arrivato sotto la passerella il gesto da fare era semplice. Impugnare la barra con le mani e spingersi con le braccia. I volontari poi ti aiutavano in caso di difficoltà. Non so per quale reazione muovo le gambe simulando una spinta. Il danno è fatto e mi lascio cadere in acqua con le braccia. Mi parte un crampo alla coscia destra che prosegue sino a metà polpaccio. Stringo i denti e mi ritiro su con le braccia dicendo "crampo" ed i volontari mi aiutano a salire.
[...] chissà che tempo ci sarà in classifica per la frazione di nuoto? Non vedo l'ora che esca per farmi delle belle risate! [...]
T1: Una volta in piedi vado tranquillo verso la bici. Il dolore è forte, ma almeno riesco a muovermi. In bici ho subito un tratto in discesa e lo sfrutterò per sciogliere il tutto. In zona cambio è una tragedia annunciata. Le bici sono troppo vicine con una "rastrelliera improvvisata" e passare per trovare la propria è veramente da comica. Una volta cambiato uscire con la bici è comico ed il rischio di passare e fare male ad altre persone è alto. Sono quasi fuori dalla T1 e guardo la posizione di Paolo. La sua bici non è più lì! E fortuna che il ragazzo era preoccupato dei 1500 in acque libere.

Bici: In acqua, molto prima del crampo avevo preso una decisione. La frazione ciclistica sarà tutta NO DRAFT e la farò da solo per abituarmi ai ritmi del 70.3!

Le prime pedalate sono state difficili perché il crampo ha lasciato il suo segno. Lo sentirò per bene fino al 25°km e poi resterà un fastidio non trascurabile sino alla fine. Mi passano un sacco di gruppi e mi dicono di entrare. Io li ignoro e resto al mio passo.

Una volta partiti è tutta discesa sino ad Ivrea dove un fondo di pavè stimola a rallentare per evitare conseguenze. Usciti da Ivrea è cominciata la vera frazione ciclistica. Lunghi tratti in falso piano con dei bellissimi panorami ci hanno accompagnato sino alla prima salita. Il problema era serio: come affrontarla? Seduto? In piedi? Il problema non era la pendenza o il rapporto. Il problema era come sentire meno il crampo che ancora dava fastidio. Alla fine ho notato che in piedi spingevo meglio e non sentivo male. Ho spinto in modalità ridotta per evitare problemi e la scelta è stata la migliore probabilmente.

La bici scorre via NON in tranquillità e le situazioni da panico si presentano come i funghi o come il prezzemolo. Nel percorso che doveva essere chiuso al traffico erano presenti una serie di macchine che circolavano liberamente e nonostante gli stop proseguivano. Ad un curvone mi sono trovato una macchina frontale tanto per capirci. Era presente anche un buon numero di ciclisti fuori gara che si infilavano nonostante gli inviti di uscire dal percorso o almeno dai treni. Torniamo a noi ed alla pedalata.

Arrivo al 25°km ed ero tutto contento perchè il crampo sembrava risolto. Affronto le prime rampe della salita e vedo un ciclista fermo a bordo strada: è Paolo! Gli chiedo se andava tutto bene e mi dice che la sua bici si è rotta. Non posso farci nulla e così tiro avanti proseguendo la salita.

Mancano 15km circa ed ancora un "buon" dislivello. Cerchiamo di gestire il tutto. E' vero che il crampo si è risolto, ma ha lasciato il segno nelle gambe e quindi non è il caso di fare cazzate. Un paese dopo l'altro si rientra ad Ivrea dove con una serie di problemi a causa del traffico raggiungere la salita finale non è tra le imprese più facili.

Ed ora parliamo della salita finale: metà era per noi ciclisti che salivamo e metà era per i runner che scendevano. Sino a qua il problema non esiste. Il problema comincia ad esistere quando le macchine stringono la strada e praticamente il ciclista ed il runner hanno uno spazio di manovra minimo e tutti e due sulla riga centrale.Il problema non era per il ciclista che saliva e si poteva fermare in poco. Il problema serio era per il runner che scendeva veloce.

Finalmente siamo arrivati. L'ultimo tratto è davanti a me. Sfilo i piedi dalle scarpe e pedalo senza interruzione. Arriva la riga d'ingresso in T2. Grazie piccola mia, ma ora devo lasciarti!

T2: Se l'uscita dalla T1 era un delirio perchè stretta l'ingresso in T2 è stato ben peggiore. Tralasciamo sul problema di passaggio per raggiungere la mia posizione. I "simpatici staffettisti" non hanno pensato di levarsi dalla zona cambio una volta ultima la loro frazione. Sono rimasti lì a parlare in mezzo alle palle. Nessuno che li abbia fatti uscire? Simpatici! Pensate che mi sono sentito dire una bellissima frase tipo "ma dove pensa di andare questo a piedi scalzi?" con una bellissima risposta da parte mia "a correre!"

Lascio giù la bici e metto le mie scarpe tanto amate. Era la prima volta che usavo le "Progrid Ride 3" nel triathlon, ma ho piena fiducia nelle loro potenzialità. Stavo per uscire dalla T2 in tranquillità, ma decido di fermarmi. Vedo due ragazze già nella frazione di corsa arrivare decise e non volevo mettermi davanti e rompere il loro ritmo. E' questione di secondi, ma ringraziano. Anche la volontaria apprezza il mio gesto e mi dice che sono stato un vero cavaliere. Onestamente comincio a preoccuparmi. Un tempo mi sarei fatto strada in ogni modo con la mia buona educazione!

Corsa: Appena fuori dalla T2 era presente un punto ristoro ed ho bevuto. Più che bevuto mi sono rinfrescato le labbra e poi ho bagnato la schiena. Avevo già riempito le riserve idriche prima di entrare in T2 dalla mia borraccia.

Ora si può partire e devo dire che le Ride3 hanno fatto subito capire all'asfalto chi dettava legge. Il passo è da subito buono ed il post-crampo non si sente. Non so sino a che punto potrò osare, ma di certo non rallento ora. Vedo qualche amico in difficoltà e lo incito. Il tempo di un saluto e si prosegue.

Il percorso si rende subito nervoso ed i primi chilometri che costeggiano il lago hanno subito dettato una selezione. Per mia fortuna le poche esperienze di trail mi sono servite sentendo il meno possibile i dislivelli. Sapevo di non affrontare un percorso facile, ma ora volevo vedermela personalmente con lui. I continui su e giù tagliano le gambe, ma nonostante tutto passo parecchie persone. Non guardavo il garmin, ma volevo bere e sapevo di avere già corso più di 2.5km e del ristoro nemmeno l'ombra. Altra delusione, i ristori non erano distribuiti ogni 2.5km come detto.

Il primo ed il secondo erano lo stesso ovvero quello post T2. Il terzo ed il quarto erano praticamente incollati poco dopo il secondo. Il quinto era poco prima dell'ingresso ad Ivrea e poi quello finale. Ero messo bene e decido di non cambiare il passo. Arrivato al secondo ristoro mi fermo e bevo con calma.

Altri 5km senza sarebbero stati duri da gestire visto il caldo. Mi lancio nuovamente in corsa e quando arrivo al bivio comincia la discesa verso Ivrea. Decido di NON spingere e di restare in tranquillità sui 4/km per non tagliarmi le gambe. Non sapevo se avrei trovato altri rifornimenti oppure no. Non sapevo cosa mi riservava il percorso. Sapevo che DOVEVO finirlo per una questione personale e non di classifica!

Davanti a me vedo un body Steel-T ed ho ripensato alle parole di Ciro: non andare a prendere, lascia che si facciano prendere! Così ho proseguito al mio passo ed ogni tanto vedevo che si avvicinava. Arrivo sotto e speravo fosse un mio amico per proporgli di correre assieme. Non lo conosco (o meglio non lo riconosco) e lo passo. Scoprirò solo alla fine chi era e mi è spiaciuto non incentivarlo a seguirmi. Ero perso in un solo pensiero in quei momenti.

Eravamo dentro Ivrea, ma la gara non era per nulla da sottovalutare. I tratti nervosi non mancavano e le gambe venivano messe a dura prova. Quando mi sono trovato davanti una salita le gambe mi hanno comunicato: ora camminiamo! Col cavolo, piano ma ve la fate correndo! Si arriva nel pieno centro, ormai è questione veramente di poco. Si prende l'ultimo viale ed inaspettatamente c'era gente ad applaudirti. In fondo al viale un "curvone" di persone. L'arrivo davanti a me. Allungo il passo ed è T3!
[...] ...Fanculo di cuore al crampo ll uscita dal nuoto, ma alla fine la T3 sono andato a prenderla urlandomi BUON COMPLEANNO ... pensandoti ... :-) [...]
Ed ora veniamo al post gara che è stato ancora più divertente di tutta la gara. Per tornare alla ZC doveva esserci il servizio navette, ma bisognava attendere l'orario. Perfetto! Nel mentre chiedo informazioni di Paolo. Nessuno mi ha saputo dire.

La scena bellissima è stata mentre passeggiavo su e giù per attendere l'arrivo della navetta nel viale finale. Avevo il body slacciato ed ero a dorso nudo camminando. Una signora mi guarda e mi esclama:

Forza, non mollare ora! Sei quasi arrivato ... la fine è proprio là ... non arrenderti!

La ringrazio e le dico che ero in attesa della navetta. Nel mentre vedo arrivare il mitico "ALDO ROCK" scortato da una serie di tifosi. Come non applaudirlo?

Alla fine ho detto "caso estremo ci troveremo alla macchina, prendo la navetta e risalgo!" ... peccato che la navetta fosse un auto e noi in 400! Abbiamo cominciato a camminare io ed altri 3 ragazzi chiedendo informazioni ad una signora. Risultato? Mossa a pietà ci ha accompagnato con la sua AUTO PRIVATA dal centro di Ivrea alla zona cambio!
[...] Se certe emozioni non hanno prezzo ... tutte queste le trovate per soli 40€ ... senza nemmeno il pacco gara ... e se volete la maglietta sono 15€ ... ammesso che la trovate ... vero Paolo?... nulla da dire sui tre percorsi che erano veramente belli ... ma queste non sono le condizioni per fare una gara [...]
Se pensate che il tutto sia finito vi dico subito di no. La giornata prende una nota tragico-comica quando rivedo Paolo in ZC. Non vi dico nulla e vi invito a leggere la sua gara e le sue disavventure sul suo blog:

Retired - Un disastro olimpico!

Amico, non ti abbattere ... un problema al mezzo è un rischio del mestiere. Come ti ho detto ieri in macchina al ritorno non ti sei ritirato perchè non eri pronto o per qualche pippa mentale. Poteva succedere lo stesso a chiunque.

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