[Running] Treviso Marathon 2011

Prima di cominciare il racconto della "Treviso Marathon 2011" vorrei ringraziare tutti coloro che in questi mesi di preparazione mi sono stati vicini aiutandomi e sostenendomi. Un grazie particolare lo devo ai miei genitori e nonnini che poverini mi sopportano tutti i giorni coi miei allenamenti. Chi altro? Ciro perchè mi ha dato il coraggio di provarci ... una persona "che non nomino" perche mi ha tranquillizzato nei giorni precedenti la trasferta ... il buon Emanuele compagno di allenamenti ed ottimo amico che purtroppo non ha potuto correre al mio fianco. Ed ora cominciamo ...

La trasferta in treno non è per nulla cominciata nel migliore dei modi. Ho scoperto l'esistenza di un treno molto più economico quando ero in stazione per prendere un altro treno verso Milano e da lì prendere un treno veloce per arrivare a Mestre. Finalmente si arriva a Treviso e poi si prosegue a Vittorio Veneto (viaggio eterno) per ritirare il pettorale. Arriverò a Treviso nel tardo pomeriggio. Il tempo di una doccia e poi si esce per una pizza tra amici. Bisogna anche andare a dormire presto, perchè si dorme anche un ora di meno visto il cambio dell'ora.

La mattina della gara tutto procede per il meglio. Sveglia precisa e dopo avere sistemato il tutto vado a fare una buona colazione. Da lì poi si andrà in stazione e farò il viaggio in compagnia di alcuni ragazzi di Siracusa. Una volta a Vittorio Veneto il tempo scorre e la partenza si avvicina. Durante il riscaldamento vedrò le lepri delle 3h e ripensavo alle parole di Ciro: perchè dovrebbe andare male? Ti sei allenato! Si entra in griglia e ripensando a quelle parole sgomito il più possibile per avvicinarmi a loro. BANG!

La partenza è abbastanza fluida e senza forzare riesco a riprendere le lepri delle 3h in pochissimo. Il ritmo è buono ed è anche regolare. Qualche  problema si presenta perchè siamo ancora molto compatti e bisogna attendere prima di sfoltire il gruppo.

Ripassavo i "compiti by Ciro" per correre col pacer delle 3h e devo dire che sono stati veramente ottimi! Il primo tratto della Maratona è in discesa e questo consente di risparmiare energie. Il problema è stato che i pacer hanno cominciato ad aumentare il passo e questo ha creato una prima rottura del gruppo.

Al 17°km ho deciso di mollarli in quanto la vescica chiedeva una pausa ed approfittando di un bel muretto sono uscito dal gruppo. Riprendo a correre da solo e bene. Il ritmo era buono e riesco a tagliare la mezza in 1h30m pronto a correre la seconda metà. Stavo veramente bene e le gambe non erano per nulla stanche. Per un attimo ho cominciato a sentirmi felicemente sposato con la Maratona, ma ho capito che ero solo a metà per potere parlare.

Al 23°km esce un sole bello caldo e comincio a sudare in modo abbondante. Sento dentro di me la perdita di liquidi e mi sento "sballato" rispetto al solito. Decido di rallentare perchè andare avanti a quel ritmo significava non finirla. Il sogno del Matrimonio è finito in questo momento, ma non vuole dire che il sogno della Maratona finisce.

Arrivo al ponte del Piave e nonostante i sintomi di disidratazione fossero più accentuati ho un attimo di piena lucidità. Prima di cominciare la salita al ponte alzo le braccia e lo speaker mi saluta chiamandomi per nome ... che carica! Una volta messo il primo piede sul ponte  abbasso la visiera del cappello e lo sguardo per rispetto al luogo storico. Afferro tutte le emozioni e la festa del ponte. Una volta usciti alzo nuovamente lo sguardo e capisco che la magia che si vive in quel tratto è veramente unica. Davanti a me il ristoro, tra poco si beve e non vedo l'ora.

Al ristoro rallento e bevo in abbondanza. Mi sento meglio e riparto gradualmente. Il sogno dura poco, perchè risento i sintomi della crisi che si manifestano. Decido di fermarmi e camminare un attimo. Continuo a sudare e se pollicino ha lasciato la scia di briciole, io sto lasciando quella di sudore. Riprendo una "corsa lenta" ed arrivo a fatica al  punto spugnaggio. Non prenderò nessuna spugna. Immergo direttamente il cappello nel secchio d'acqua per prolungare il senso di fresca alla testa. Voglio restare lucido il più possibile.

Il ristoro del 30°km sembra oltre l'infinito come distanza, ma so che prima o poi arriverà. Vedo un volontario con l'acqua in mano e  lo informo che sino a quando ha in mano quella bottiglia è il mio migliore amico. Ride e si mette a correre in avanti ed io vado a prenderlo. Bevo acqua e bevo i sali prima di ripartire. Ero convinto di stare bene e riparto sempre tranquillo.

Non credo di essere arrivato al cartello "31Km" stando bene. In quel momento ho preso una decisione lucida, razionale e sensata che non credevo possibile: ORA SPENGO IL GARMIN! Era la mia prima crisi seria da arrivare a stare male. Non si trattava di una fitta per lo sforzo o un ristoro fatto male o altro. Qua non avevo più liquidi in corpo e non riuscivo a reintegrare nulla. Doveva essere un "dialogo intimo" tra me e la crisi. Dopo undici Maratone non mi si era presentata e se era arrivata proprio in quel momento un suo perchè doveva esserci. Non volevo un crono o un riferimento sul mio polso. SE DEVE ESSERE CRISI CHE CRISI SIA ... SE DEVO USCIRNE VOGLIO DIRE DI ESSERCI RIUSCITO DA SOLO!  Oltre al problema "sole + caldo + liquidi" era presente il problema tratti di vento contrario e più ero debilitato maggiore era la sofferenza nello sbalzo di temperatura.

Sfrutto l'esperienza e capisco che il solo modo di arrivare al ristoro dopo è rallentare veramente e di lavarmi bene allo spugnaggio. Per mia fortuna non butto mai la spugna quando la prendo. La tengo sempre in tasca per togliere il sudore dal volte in caso di bisogno. L'ho fatto e devo dire che una sorta di sollievo mentale c'è stato. So di essere circa a 10km dalla fine perchè vedo la mia "oasi nel deserto" nella quale mi rinfresco.

Isolo la mia mente ed il mio corpo. Sono due entità nuove e tutto quello che è attorno non esiste più. Non avendo più il riferimento del garmin ho cominciato a giocare dicendo "Ora vado a prendere quel punto lì ... poi l'altro ..." ed in meno che non si dica sono arrivato al ristoro del 35km. Ogni tanto devo fermarmi e respirare perchè non non era pensabile correre tutto di fila quel "lungo" tratto.

Arrivo ai tavoli e vedo una panca. Mi siedo ed un volontario si avvicina preoccupato chiedendomi se stavo bene. Mentre bevo tantissima acqua stando seduto riprendo fiato e lucidità. Passano dei minuti prima che mi alzo e comincio a stare veramente bene. Passo dal banco cibo e faccio una serie di "assaggi" molto interessanti nel senso di quantitativo. Chiedo un tappo e prendo una bottiglietta d'acqua, lei ora è la mia migliore amica e correrà con me. Dopo circa un chilometro mi torna sete e da lì ogni tre o quattro minuti sorseggio regolarmente.

Ormai mancano pochissimi chilometri alla fine quando vedo arrivare le lepri delle 3h15m. Li affianco e gli chiedo se erano regolari. Mi affianco a loro e riesco a prendere un passo di corsa quasi decente. La crisi era passata. Stavo bene ed ero riuscito a gestirla al meglio!

Arriva il 40°km circa e sento suonare le note di "The Rolling Stones - Satisfaction" e mi vengono in mente le serate passate in "Fleet Street" durante le mie vacanze dublinesi a sentire i diversi artisti di strada a suonare. Non so se è stata l'adrenalina della canzone o dell'arrivo vicino, ma correvo "saltellando" e cantavo la canzone.

Ironia della sorte pochi metri dopo vedo una maglia "Ireland" e lo affianco: GO IRELAND GO GO GO ... WELL DONE ... FOLLOW ME!!! [...] E ci mettiamo a correre assieme. [...] IT'S THE LAST HALF MILE!!! [...] Tengo il mio passo, ma purtroppo lo perdo.

Vedo alcuni runners che spremono le loro gambe con le ultime forze per arrivare alla fine. Resto lì indifferente. Non aveva senso mettermi a rubare posizioni o creare uno "stress mentale" inutile  essendo fuori posto perchè non al limite come loro. Proseguo tranquillo e senza pensieri. Mi godo il centro storico e la città. La magia della Treviso Marathon è veramente unica: la gente non smette di sostenerti. Da Vittorio Veneto alla fine sei in compagnia. Ti fanno sentire importante e ti danno lo stimolo per andare avanti. Il traguardo davanti a me e come sul Ponte del Piave abbasso lo sguardo, alzo le braccia al cielo, comincio a piangere ed urlo DODICI! Poco secondi dopo ho sentito dirmi "Bravo Andrea" nonostante fossi il ritardo. Era inaspettato e non da una persona a caso. Questo mi ha riempito ancora più il cuore di emozioni.

Aspetterò i pacer delle 3h15m per ringraziarli prima di dirigermi verso il ristoro. Una volta al ristoro trovero dei miei amici che hanno avuto anche loro dei problemi e passiamo diversi minuti a mangiare e parlare. Saluterò anche il mio nuovo "irish's friend" prima di andare a prendere la mia sacca.

Finito il tutto è cominciata la lunga odissea di rientro verso casa ed ho avuto modo di conoscere di persona il vincitore nel tratto Treviso - Mestre ed attesa della coincidenza per Milano. Che privilegi, vero?

Ora, prima di chiudere, vorrei darvi una risposta alla domanda di Ciro: perchè dovrebbe andare male? Ti sei allenato! Con Ciro ho avuto modo di parlare subito dopo la Maratona. Ho spiegato tutto ed ironia della sorte io durante la gara l'ho pensato diverse volte. Lui da casa mi ha "monitorato" e quando ci siamo sentiti per telefono mi ha subito chiesto "Come mai questi quindici minuti di ritardo?" ... :)

Perchè dovrebbe andare male? Semplice ... perchè la Maratona è così .. ci sono mille variabili ... mille fattori esterni ed interni ... ti regala momenti di sudore ... ti regala momenti di emozioni ... ti regala momenti di fatica ... ma soprattuto ti regala la possibilità di crescere! A volte cresci di più di altre, ma non venite a dirmi che dopo una Maratona non siete cambiati dentro!

Un grazie di cuore a Saucony per avere concepito le "Saucony Progrid Ride 3" veramente bene. Dopo 42km avevo il piede asciutto, non era per nulla rosso o gonfio e zero problemi di unghie nere. Le scarpe hanno gestito benissimo il ritmo deciso dei primi 23km ed hanno fornito tutto il supporto necessario per i 19km restanti di crisi tra corsa lenta e camminata! Che altro si può chiedere di meglio? Credo nulla, ma sono certo che riusciranno a stupirci! :)

E chiudo con quello con quanto ho scritto ieri pomeriggio su Facebook: Questa Maratona la sento veramente: fatica, emozioni e non mi importa del tempo! Mi manchi: piccina aspettami arrivo presto a coccolarti :)


The Rolling Stones - Satisfaction (live)

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