[Running] Scandiano 2010: Attacco alle Tre Croci

L'attesa della giornata di ieri è finalmente giunta ed è resterà per sempre come una giornata veramente indimenticabile nella mia vita sportiva e nelle mie emozioni. Ora proverò a scrivervi il tutto senza perdermi dei passaggi. Vi posso garantire che non sarà per nulla facile, ma ci proverò al meglio!

Nei giorni precedenti ho guardato per curiosità la classifica dello scorso anno ed ho visto che l'ultimo premiato maschile è arrivato al traguardo in 1h 43m. Sinceramente troppo per me e così mi ero proposto l'obbiettivo di stare sotto 1h 45m. Voglio premettere che era solo un proposito e l'idea era di correre a sensazione senza guardare il garmin.

Veniamo a ieri mattina? La sveglia alle 05:30 è suonata correttamente e pioveva veramente tanto. Il tempo di alzarmi , fare colazione e prendere la macchina mi ha fatto chiedere il motivo assurdo per cui avevo scelto di fare 2h di macchina e non andare a Crema per la mezza maratona. A questa domanda la risposta è stata trovata nel corso della gara e credo che la troverete leggendo. Nella mie mente mi ero dato dei "paletti" da rispettare:

Finalmente si arriva a Scandiano affrontando un viaggio sotto l'acqua con una sosta caffè in autogrill perchè il sonno era veramente troppo per arrivare in fondo. Dopo avere preso il pettorale mi sono cambiato. Saluto mamma in veste di accompagnatrice e mi avvio verso un riscaldamento di circa 3km. Ormai manca poco, meglio entrare in griglia per partire avanti. L'attesa porta l'adrenalina alle stelle e non vedevo l'ora di sentire lo sparo. Ripassavo nella mia mente il piano di battaglia ed era tutto perfetto e senza problemi. Bisognava solo cominciare a correre per metterlo in pratica ... BANG!

Nonostante fossi nelle prime file, la partenza non è stata così veloce e sono dovuto passare sopra qualche persona per portarmi avanti. Ora ci sono ed il ritmo è alto, ma dovevo reggerlo per poco e poi andavo in recupero. Il gruppo di testa comincia ad allungarsi. Non passa un chilometro quando mi trovo a prendere una "decisione da gara" che è stata fondamente. Sono in mezzo a due gruppi. Allungo e prendo il primo gruppo? Rallento e mi faccio prendere dal secondo? Ho deciso, allungo e speriamo in bene! L'aumento del passo non è stato facile ed in supporto mi è venuta una lieve discesa in paese. 

I primi due passaggi critici sono vicini e sono davanti a me. Non mi rendo nemmeno conto di farli che sono alle mie spalle. Il passaggio molto suggestivo per il castello, poi l uscita nel centro storico del paese ed infine si passa in mezzo alle bancarelle. Ora la strada riprende ad essere veloce e larga. Manca solo un passaggio stretto e poi una volta che sarà alle mie spalle tornerò al mio passo tranquillo. Un sotto passo pedonale ci attende poco prima del km3 e nel raggiungerlo ho visto mamma lungo il percorso. Arrivo al sotto passo ed esco bene. Ora il "riscaldamento" è finito ed è il caso di correre con le regole che mi ero detto!

Una volta fuori paese cominciano i primi su e giù e corro in quello che resta del gruppo di testa con cui sono partito. Avevo preso come riferimento il logo dell'IronMan presente sul cappellino davanti a me. Mi sono accorso solo dopo 6km di corsa che era una ragazza. Quando ho visto il "logo" che rallentava ho dato un cambio ed ho fatto il ritmo per circa 2km. Purtroppo poi si è fermata e sono andato avanti in solitudine. Sapevo bene che avevo 3km di sali e scendi prima di tornare all'inferno col tratto di strada compreso tra il nono ed dodicesimo (circa) chilometro di gara.

La salita comincia e sento anche il ritmo calare in maniera netta. Alcune persone si allontanano, altre si avvicinano ed altre rallentano e si fermano. Per evitare di fare subire 3km di salita alla mia gamba ho deciso di rallentare anche io sino a camminare per un breve tratto. Ho ripreso a "correre" senza problemi e quando ho sentito la strada spianare mi è arrivato un bel sorriso. Siamo circa al dodicesimo chilometro e so che il "punto ideale" per riprendere a correre è tra 3km. 

In quei 3km non mancano i "sali & scendi" ed anche in questa occasione ho preferito rallentare per dare un attimo di fiato alla gamba. Ormai ci siamo, deve essere l'ultima salita in vista del tratto "relax" e poi si punta alle "Tre croci" come punto più alto della corsa.  Ricordavo bene il punto della corsa dove cominciare a riprendere un passo regolare. Stavo bene, ma ho deciso di continuare a non spingerla e restare in fase allenamento. 

Eccola, comincia l'ultima salita e la sento sotto i piedi. Un ragazzo mi chiede tra quanto arrivano "queste benedette Tre Croci" e gli dico che non me lo ricordo, ma questa è l ultima salita e poi discesone! Se lo scorso anno ho visto la sagoma delle "Tre Croci" quest'anno ho capito di averle passate perchè la discesa era già sotto i miei piedi. Prima di scendere mi sono fermato al ristoro a bere e sono stato "incentivato" a continuare a correre perchè la salita era finita. Uff ... non mi posso nemmeno allenare tranquillo e fermarmi a bere! 

Comincia la discesa e fortunatamente la visibilità era ottima. Considerato il ritmo della corsa sentire gli altri runner (davanti o dietro) non era poi così complicato. Il silenzio della natura veniva rotto dal silenzio dei passi che scendevano. Ho avuto un momento di panico quando un ragazzo davanti a me è uscito fuori dalla curva ideale ed ha messo il piede sulle foglie a bordo strada. Onestamente non so come non sia caduto. Il problema è che il rischio di travolgerlo era veramente alto anche per me. E' vero che in discesa potevo recuperare moltissimo aprendo tutto il gas, ma sapevo bene che avrei trovato un breve tratto in salita nel centro abitato a seguire.  La discesa è finita senza problemi ed ho impiegato un attimo a fare riprendere il ritmo alle gambe. Arriva il tratto in salita e rallento un attimo. Ora è nuovamente discesa sino alla fine. Vedi però di non giocarti le gambe, anche se fatta come allenamento questa corsa non passa inosservata dalle proprie gambe!

Sento lo speaker che annuncia gli arrivi e sono mentalmente uscito dalla corsa pensando "Mamma aspettami, questione di circa 15 minuti e sono lì!" e poi ho ripreso a correre senza pensieri. Quando mi sono trovato davanti il cartello "Scandiano" ho capito che veramente ero alla fine ed un po mi dispiaceva. Avevo messo nel mirino i lampioni della pista di atletica e grazie a loro quantificavo la distanza. La voce dello speaker era sempre più forte e ritrovarsi sulla strada fatta in partenza voleva dire che ero veramente alla fine. 

Lo stadio è alla mia destra ed ora manca solo l'ultima fatica: l'anello della pista di atletica! Non amo la pista e se devo essere sincero è stata la parte più dura. Affronto metà anello e SOLO in questo momento decido di guardare il garmin. Vedo il cronometro e decido di dare il tutto e per tutto perchè forse riesco a stare sotto 1h 45m. Allungo la falcata nella metà finale dell'anello e supero un ragazzo. Mi è spiaciuto veramente tanto passarlo senza pietà, ma era la sola possibilità  per riuscire a provare l'impresa del muro.

Arrivo a pochi metri e vedo il crono della gara: 1h 44m 56s. Che fare? E' impossibile fare in tre secondi tutto quanto! Mi lancio in un salto con la gamba del chip in avanti. Mi dimentico persino di staccare il garmin una volta arrivato. Scoprirò solo la sera a casa di avere fatto 1h 45m 00s!

Passo di fianco al giudice di gara che segna il mio pettorale e scopro di essere arrivato 67° ASSOLUTO! Incredibile, non ci posso credere e pochi secondi dopo mi trovo in mano un bellissimo salame come premio per il posizionamento. Vedo mamma tra il pubblico e vado a salutarla. Il tempo di andare a prendere il premio della manifestazione e vado a prendere da lei l'antivento per coprirmi e le chiavi della macchina in quanto volevo farmi una bella doccia e cambiarmi.

Se vi state chiedendo cosa mi ha lasciato questa "Gara/allenamento" vi rispondo in maniera molto semplice e spontanea.
 Il percorso, totalmente nella natura, ti permette di affrontare un viaggio interiore mettendo a "dura prova" non solo le gambe nella salita. Secondo me viene messa alla prova molto di più la propria mente e la propria forza di volontà. Il paesaggio è molto suggestivo e questo rende tutto ancora più magico. Ieri ho affrontato dalla pioggia alla nebbia senza rendermi conto quasi di nulla. Ero concentrato alla ricerca di "qualcosa" che è dentro di me e solo io posso trovare. La mente però non è servita solo per salire. E' servita anche per scendere perchè altrimenti i restanti chilometri per arrivare alla fine sarebbero stati impossibili da gestire. Alla fine è un po come la vita: devi sapere quando mollare e tornare sui tuoi passi, devi sapere affrontare le difficoltà costanti, gli alti e bassi, le cadute e rialzarti  perchè alla fine l'emozione non manca mai. Ragazzi ... è lo sport ... ma soprattutto è la vita!
Per gli amanti dei numeri e dei ritmi e tanto altro "2010-11-21 Maratonina di S. Caterina (Tre Croci)" ... ed il prossimo week end sarà RELAX!



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