[Running] Dublin Marathon 2010: dritto al cuore!

Prima di cominciare a scrivere questo post vorrei dire due parole: RINGRAZIO DI TUTTO CUORE CHI MI E' STATO VICINO E SOPPORTATO NEI MESI DI PREPARAZIONE! Un grazie particolare a casa ed agli amici. So che in certi momenti la tensione dentro di me era veramente alta e mi spiace se sono derivati comportamenti ed inconvenienti dovuto a questo fatto.

Sabato: Il momento della "Dublin Marathon 2010" è finalmente giunto e quando sono entrato nell'expo il sabato pomeriggio a ritirare il pettorale tutto è entrato nel vivo.

Doveva essere la "gara dell'anno" perchè dopo una lunga preparazione assieme ad Emanuele volevamo andare a prendere quello per cui avevamo faticato tanto. Volevamo vedere se riuscivamo a fare crollare o avvicinarsi il più possibile al muro delle 3h. Inutile dire che le ultime settimane sono state molto caotiche per quanto mi riguarda e mi ero anche rassegnato di non presentarmi al via della Maratona. Avere il pettorale in mano è qualcosa di magico. Ora bisogna solo aspettare che il tempo scorra ed arrivi il via lunedì mattina.

La notte del sabato nasce un problema che non mi aspettavo. Un crampo mi sveglia nel sonno ed indovinate dove? Ed inutile negare che la domenica la gamba la cominciavo a sentire non apposto.

Lunedì: Esco dall'albergo verso le ore 07:00 come lo scorso anno. Capisco subito che la situazone è ben diversa da quella già vissuta. Il cielo era buio mentre lo scorso anno era già limpido ed il sole regnava colorando la città. L'aria era veramente fredda ed avrei voluto coprirmi oltre ogni limite. Durante il viaggio verso il ritrovo con Emanuele conosco un ragazzo italiano ed assieme a lui passeremo il tempo sino allo sparo. Daniele, il nome del ragazzo italiano, si accorge subito che ho un problema alla gamba perchè cammino male. Le premesse non sono buone, ma il problema è contenuto visto che non è per nulla doloroso.

L'attesa è molto lunga e l'idea di abbandonare i vestiti caldi per metterci in tenuta da Maratona era tragica. Prima o poi dovevamo farlo per cominciare a scaldarci. Partire a buon passo subito non era concepibile con questa temperatura esterna. Dopo un primo riscaldamento ci siamo "infilati" in un bar per restare al caldo. Attorno le 08.30 abbiamo abbandonato, con tanto coraggio, il bar per andare nella nostra griglia. Siamo entrati nella pancia del gruppo per restare protetti dal vento il più possibile. Le ultime "raccomandazioni" con Emanuele ed il tempo scorre. L'idea di trovarci lì assieme non ci sembrava vera. Nel preparare la "Dublin Marathon 2010" è nata una bellissima amicizia ed ora dovevamo andare. Non sapevamo cosa ci attendeva oltre la riga del via, ma da Maratoneti eravamo pronti ad affrontarlo. Il tempo scorre e ... SI PARTE!

0 Km - 10Km: Subito dopo lo sparo ci troviamo nel ressone rischiando di perderci nonostante fossimo molto avanti. Per non restare incastrati nella folla abbiamo dovuto spingere sino al cartello "2 Miles" ed una volta lì siamo riusciti a prendere il nostro passo da gara. Vivere la partenza nel centro di Dublino è sempre una vera emozione e sentire il calore della popolazione ti scalda nel cuore dimenticando il freddo esterno.

Dentro di me non vedevo l'ora di arrivare al "4 Miles" perchè voleva dire "Phoenix Park" ed è il posto più bello di tutta la gara secondo me. Inutile dire che averlo corso con Emanuele è stato veramente un piacere. L'arrivo a "Phoenix Park" è veramente scenografico e bisogna viverlo. Appena entrati nel parco abbiamo fatto la sosta "plim plim" in modo da pesare meno ed andare avanti tranquilli. Il freddo era veramente intenso e vedere i prati di "Phoenix Park" bianchi dalla brina è molto suggestivo. Nonostante questo fattore meteo, il pubblico era elevato e questo era solo l'inizio!

Arriva il primo check del tempo e siamo "quasi" puntuali e continuiamo a correre al nostro ritmo. Ci siamo allenati bene ed il riscaldamento doveva ancora cominciare.

10 Km - 21.097Km: Sapevo bene che tra poco  "Phoenix Park" sarebbe finito e sapevo anche bene quello che ci aspettava una volta fuori.

Nonostante il passo buono ho cercato di godermi il paesaggio e la natura in uno spettacolo del tutto unico. In questo frangente è stata l'ultima volta che la lepre delle 3h è stata vista da noi. Anche per oggi "The Wall" (come dice il buon Batta) molto probabilmente resterà inviolato, vediamo però di quanto lo si manca!

Il cancello di fine parco segnala il ritorno nella città. Avrei voluto godermi il "flat relax" ancora per un attimo, ma il primo dei tanti stereo sul percoso suonava "Survivor - Rocky- Eye of the Tiger"  ed ho cercato di prendere tutta la sua carica.

Dovevo scatenare l'inferno nei prossimi 20km per poi aprire il gas nei 7km rimanenti. Il km15 arriva  più rapidamente di quanto lo desiderassi. E' ora di mettere chiudere l'elmo, il guerriero è pronto per lo scontro frontale! Il sotto passo è sempre selettivo e soprattutto nella parte finale vengo ferito. Comincio a sentire il primo fastidio alla gamba. Dovrei rallentare per logica, ma questo vorrebbe dire non portare avanti Emanuele in tempi utili.

Il "taboga" dublinese comincia e sinceramente ho cominciato a divertirmi. Probabilmente la mia gamba un po meno ed infatti per restare costante ho dovuto aumentare lo sforzo. Il dubbio "Quanto resiste ancora?" ha cominciato a farsi vivo nella mia mente. La risposta? Almeno altri 6km per arrivare alla mezza.

Un mix di strane emozioni hanno cominciato a convivere con l'agonismo. Probabilmente era la paura di tardare sull'obbiettivo mezza. Abbiamo tagliato la mezza ed ero contento. La gamba aveva ripreso a correre abbastanza regolarmente e nonostante tutto stavo bene. Non accusavo nessun sintomo di stanchezza o altro. Stavo bene, veramente bene ed è giunta l'ora di tornare a casa, ormai il più è fatto ... siamo già oltre la mezza ...

21.097Km - 28Km: Arriviamo alla mezza con circa 2 minuti di ritardo rispetto alla teoria, ma questo non ci spaventa. Abbiamo davanti ancora metà gara per cercare di limitare il danno. La lepre delle 3h era fuori dal nostro campo visivo da diverso tempo. Erano partiti molto più veloci della teoria probabilmente per portarsi avanti il più possibile vista la struttura del percorso.

Avviso Emanuele che la gamba comincia nuovamente a farsi  sentire diversa e non credo di tenere questo ritmo ancora a lungo. Gli ricordo che l'accordo era di proseguire senza voltarsi. Poco dopo decido di rallentare e vedo Emanuele che da OTTIMO AMICO rallenta anche lui per non lasciarmi solo nei primi momenti della crisi. Decido che non voglio farlo rallentare e così decido di non fermarmi per non farlo tardare troppo al cronometro finale.  Sapevo bene dentro di me che erano gli ultimi attimi assieme di questa stupenda corsa e preparazione. Mi ero promesso di riuscire a portarlo bene alla mezza conoscendo il percorso e sono già oltre. Dubito che si prosegua ancora.

In uno degli ultimi momenti passati assieme abbiamo vissuto uno dei momenti più comici della giornata. Sentendo la gamba in crisi non volevo farle mancare le sostanze necessarie e così quando ho visto una ragazza con in mano delle banane ho allungato il braccio per prenderne una. Io ero a mille perchè riuscivo a nutrirmi, ma lei quando ha visto che mi avvicinavo per prenderla e l'ho presa si è messa a saltellare tutta contenta! L'ho divisa con emanuele ed abbiamo proseguito la corsa.

Ero troppo sotto sforzo ed al ristoro successivo sento l'acqua che non mi vuole scendere. E' la fine ... la mia maratona termina qua. Da quando ho sentito i primi segnali negativi alla gamba a qua sono passati 9km e lo sforzo per tenere buono il ritmo è stato più alto del previsto debilitando tutto il mio fisico. Mi viene come un senso di vomito e mi devo fermare.

Emanuele accenna lo stop e prima di fermarmi il mio urlo è stato chiaro "Non voltarti e vai ... hai un bimbo che ti aspetta!" ... e dentro di me ... "... grazie di cuore Amico mio ... avere corso circa 25km  al tuo fianco oggi è stato un onore, ma è giusto così!  Io vedrò di arrangiarmi in qualche modo ... e te ...ti ho allenato bene!"  Mi fermo e mi piego un attimo per riuscire a idratarmi e riprendere fiato. Rifletto e so benissimo che mancano 17km alla fine.

Vediamo di farli in qualche modo, perchè tutte le persone che sono uscite col gelo di questa mattina a sostenerci non le voglio proprio deludere. Nonostante il rallenamento ed i primi cenni di  brevi camminate il problema peggiora.

Il muscolo si è come "bloccato" e non riesco ad appoggiare più il piede. La sola parte a toccare terra è la parte esterna e so benissimo che bisogna fare qualcosa per migliorare la situazione veramente tragica! Il pubblico è un ottimo doping per andare avanti, ma mi serve qualcosa di molto più forte. Nel mentre vedevo distruggermi nella mia mente il film del taglio del traguardo assieme. Devo andare avanti, non sono venuto in Irlanda per il mio primo ritiro in Maratona! Nella mia mente la crisi si sentiva ... non sapevo bene sino a quando sarei riuscito a tenerla fuori dalla gara ... aumentava ...

29Km: ... ero nel pieno della crisi è successo un fatto che mi ha segnato dentro e non solo come Maratoneta, ma come persona. Ero fermo a sciogliere il muscolo su un marciapiedi ... una mamma col passeggino era lì di fianco a me.

La bimba mi guardava e mentre mi avvicinavo la mamma mi ha detto che con gli sconosciuti piange. Ho tolto il guanto ed ho passato il mio mignolino sulla sua guancia.

Mentre la mamma urlava un *it s impossible* la piccolina mi ha stretto mignolino nel suo pugnetto e mi ha fatto un sorriso che non dimenticherò mai e poi mai . Lo stesso vale per quello che è riuscita a scuotere dentro di me. Non sono uno dai sentimento facili, lo avreste mai detto??? Ma quel pugnetto e quel sorriso hanno fatto ben oltre il lavoro di una bomba atomica dentro di me. Incredibile ... dovevo venire sino a Dublino e correre 29km entrando in crisi per sentire qualcosa del genere dentro ... ed è questo il motivo per cui sono veramente felice di essere crollato. Tornerò cambiato ... GRAZIE PICCOLINA NON TI DIMENTICHERO' MAI!

 Ho dimenticato tutto in quel momento ... dalla crisi al crono all attacco ... mi ha dato la forza e sono ripartito! Forse è questa l essenza d una gara ed è dentro di noi e NON la scritta sul garmin ... :)

30Km - 40km: Dopo avere lasciato la bimba ero carico di adrenalina, ma questo non serviva come cura per il piede che non appoggiavo bene. Vedo davanti a me il tendone massaggi e mi fermo per farmi sbloccare il piede. Qualcuno sa se devo aspettarmi un conto a casa? Adesso stavo "bene" ed ero tornato ad appoggiare tutto il piede per terra e non sentivo tutto il male di prima. Non mi interessava più nulla del tempo. Dentro di me sentivo solo quel pugnetto, quel sorriso e quei due occhi che sorridevano. Mi sposto più lateralmente possile per non intralciare chi corre. Qui comincio la mia lunga camminata veloce alternando dei brevi momenti di corsa lenta per portarmi avanti.

Siccome la Dublin Marathon è "flat" (vero ragazzi???) l'immagine del bambino attorno al km 32 col cartello "Smile! Last hill of the day!" è stata veramente stupenda e mi ha fatto sorridere. In altre condizione avrei pensato "Qua doveva partire l'attacco ..." ed invece non ho pensato a nulla e sono andato avanti sorridendo. Di questi 10km ricordo due episodi molto belli e significativi.

Verso il Km35 mi sono fermato a prendere delle caramelle che delle bambine distribuivano. Il padre mi ha incitato vedendomi arrivare camminando e gli ho spiegato il perchè. Mi ha voluto stringere la mano e complimentarsi perchè non mi sono arreso. Tra una folla di "Well done!" sono ripartito.

Passano circa 2km quando affianco un ragazzo in crisi e ci mettiamo a parlare. Scopro che è di Dublino ed era la sua prima Maratona. Mi ha detto che non credeva fosse così dura tenere certi ritmi su distanze sopra i 30km ed era coi crampi. Parliamo e mi chiede come mai ero fermo. Gli spiego il tutto ed anche lui si complimenta per non avere mollato. Mi dice che vorrebbe venire in Italia a correre Milano. Gli dico di evitare e di pensare a Treviso. Gli propongo un allungo per andare avanti e mi dice che per lui era già dura camminare a passo normale. Mi sento dire "Good Luck!" e mentre mi giro verso di lui dicendo "Good Luck to you!" ci guardiamo in faccia stringendoci la mano. Non dobbiamo dire altro, basta un cenno del capo da parte di tutti e due per lasciarci le mani e tentare la "fuga" da solo.

Credo di tenere per circa 1km prima di fermarmi a camminare di nuovo. Mentre stavo per rallentare ho sentito una mano sulla schiena di un ragazzo mentre mi superava che mi ha incitato a non fermarmi. Inutile dire che la folla e la festa da qua all'arrivo è stata veramente immensa e motivo di stringere i denti come non mai.

40Km - 42.195Km: Credo che non esista migliore doping di quello che si può provare nelle ultime miglia della Dublin Marathon. Un ragazzo con la maglia di una nota agenzia italiana mi supera ed ha un buon passo. Dentro di me mi sono detto che non ho nulla da perdere.

Tra due ali di folla ed il ritmo a 4.30/km mi sembrava di volare come non mai. Rivedo il ragazzo della mano sulla schiena e lo chiamo, ma nulla non riesce ad agganciarsi. Il ritmo prosegue e non mi sembrava vero. Arriviamo assieme sino all'ingresso del Trinity  ed il "ragazzo-lepre" salta in pieno.

Continuo solo e nonostante fosse la seconda volta su quel rettilineo una scarica di adrenalina, di lacrime e di emozioni mi è passata per tutto il corpo.

Le gambe erano alimentate dalla folla e trovarsi davanti il cartello "26 Miles" ha scatenato dentro di me il caos più totale. Non sono più riuscito a tenere le lacrime ed ho cominciato a piangere molto prima dell'arrivo.

Questa volta l'ho vissuta in modo totalmente diverso dal solito, non è stato facile finirla e soprattutto non è stata facile riuscire a prepararla.

Ho deciso di tentare la volata, tanto cosa avevo da perdere se anche saltavo? Non ho tenuto conto di un dettaglio fondamentale. La cattiveria che si prova in una volata per le 3h10m è diversa da una volata per le 3h40m e mi sono fatto trasportare.  Ho falciato via il braccio ad una ragazza, le ho chiesto scusa alzando il braccio e poi ho continuato sino alla fine correndo.

Il volto era bagnato di lacrime e quando ho passato l'arrivo credevo di dovere nuotare tra le mie lacrime. Appena mi viene messa la medaglia al collo mi sono sentito mancare il fiato dall'emozione. Mi giro, alzo lo sguardo e le braccia al cielo ... "THANK YOU DUBLIN ... THANK YOU DUBLINERS!" ... e nel mentre vedo arrivare il ragazzo che mi ha dato tirato nell'ultimo tratto.

Mi fermo e vedo la ragazza del braccio e dopo averle chiesto nuovamente scusa ci siamo presentati. Recupero la mia sacca e tutto contento torno verso l'albergo dove una bella doccia ed una mangiata mi stava aspettano. Con l'emozione in tutto il corpo ed ancora le lacrime agli ochhi ho un solo pensiero fisso nella mente: DUBLIN MARATHON 2011!

Volevo ringraziare tutti gli amici che mi hanno sostenuto mandando sms o mail anche in tempo reale sapendo che li avrei letti solo alla fine. I messaggi dove eravate preoccupati per i miei ritardi o altro mi hanno veramente piacere e vi ho sentito ancora più vicini. Un grazie in particolare ai miei amici del gruppo  "Runner Plus Italia" perchè mi hanno seguito momento per momento.

Inutile dire che le prime due chiamate sono state fatte a mamma per salutarla e non farla stare in pensiero perchè le avevo detto che sarei arrivato attorno mezzogiorno. A seguire ho chiamato Emanuele e mi ha comunicato che i problemi dell'ultima settimana gli hanno compromesso la maratona poco dopo esserci separati. Ed ecco tutto svelato, questa è la mia "Dublin Marathon 2010" e sono veramente felice per quello che è successo!

... questa è Dublino
... questa è la Dublin Marathon
... questo è il motivo per cui mi sono innamorato di lei!

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