[Running] Lo sguardo avversario

Sono momenti molto veloci che vengono vissuti in modo intenso. In quel momento sembra che il tempo si dilata per riuscire a farci cogliere tutte le sensazioni. Una volta che noi catturiamo tutto il tempo decide di tornare normale. Di cosa parlo? Semplicemente dell'avversario e del suo sguardo.

Prima di entrare nel vivo del post volevo raccontarvi cosa ha scatenato questa riflessione. L'altra sera ero fuori a correre e mi sono trovato davanti un "runner sono il meglio in assoluto" (ammesso che lo si possa definire tale) che proprio non sopporto anche per altre questioni. Il suo passo è nettamente più lento del mio ed andarlo a prendere non è stato nulla di complicato. Una volta sotto è nato il dilemma che mi ha portato a fare questa riflessione:

Di solito, almeno a me succede così, quando giro la testa e lo guardo con sfida vivo come se il tempo rallentasse per passarci l'odio e le sensazioni con uno sguardo. Questa volta invece è stato totalmente diverso. Ho scelto di ignorarlo ed il tempo non ha subito variazioni. 

Una volta a casa ho cominciato a riflettere su molti aspetti. Quante volte hai lanciato una sfida con uno sguardo? Quante volte mi sono capito semplicemente con uno sguardo in corsa? Quante ho tirato dritto ignorando l'avversario? Cosa definisce il confine sottilissimo tra sfida e definire l'avversario invisibile? E se lo sguardo o la sfida non vengono ricambiati? E se li subiamo e non ricambiamo?

Sono tutte belle domande alle quali credo non sia possibile dare una risposta teorica. Credo che sia una questione di sensazioni a pelle che possiamo stabilire solo ed esclusivamente in quel momento. Una cosa però la voglio pensare e di questo sono certo: non esiste il concetto di "superiore" o "inferiore" in uno sguardo. Siamo runner e come tali lottiamo per lo stesso obbiettivo al meglio. 

Etichette: , ,