[Running] La vecchia scuola

Se noi oggi corriamo così credo proprio che lo dobbiamo a loro. Dobbiamo ringraziare chi ha affrontato la vita sportiva prima di noi. Probabilmente quando non eravamo ancora nati e loro avevano già compito le loro grandi imprese.

Questa settimana sono stato fermato da un "ex-Maratoneta" in pensione vista l'età. Lo vedo spesso quando corro per il paese e siccome lo conosco di vista ci salutiamo sempre.

Dopo esserci salutati mi ha chiesto, con tutta tranquillità ed entusiasmo,  se avevo corso la Milano Marathon. La mia risposta è stata semplice:
Si, ho usato la Maratona come un lungo lento ed ho fatto da lepre ad un amico portandolo al personale.
Mi è stato chiesto quanto abbiamo fatto e quando ha sentito un 3h25m mi ha guardato chiedendomi come potevo considerarlo lento visto che è un tempo di tutto rispetto.

A questo punto gli ho raccontato la mia vita nell'inseguire il sogno della Boston Marathon e del personale fatto a Treviso ([Running] Treviso Marathon: destinazione Boston 2011!) per poterla correre il prossimo anno e di rompere il muro delle 3h. Una volta fatto ho continuato esponendo la teoria sui tempi di allenamento/gara o dalla mezza alla Maratona. Quando ho finito di esporre ha preso lui la parola.

Come prima cosa mi ha fatto i complimenti per il tempo di Treviso e l'augurio di coronare il sogno di Boston nel migliore dei modi. Li ho ricevuti con un piacere estremo quasi da pelle d'oca per un semplice motivo. E' vero che lui correva quando io ancora dovevo essere concepito, ma è vero che quello che si vive in una Maratona è sempre un sogno. Non avevano tutte queste teorie sui secondi e tanto meno i garmin per dirci il passo. Era un altro modo di concepire la corsa e le sensazioni.

Non ho smesso di pensarci un volta tornato a casa e sono giunto ad una conclusione. Probabilmente chiudere una Maratona al loro tempo era qualcosa di veramente grande come impresa. Non avevano quello che abbiamo noi oggi che ci rende la corsa un piacere. Il completo traspirante ultimo modello non era disponibile come non lo era nemmeno la scarpa adatta ultra ammortizzata.

Continuando in queste riflessioni mentali ho pensato alla vita. Un giorno sarò io il "Maratoneta in pensione" e potrei parlare con un ragazzo che insegue i suoi sogni in Maratona. Chissà cosa potrò raccontare e chissà cosa racconterò. Non oso pensare come sarà questo mondo tra 40 anni quando potrò vederlo in televisione ammesso che ci saranno ancora. Nel frattempo corro e vivo la mia vita, poi quello che verrà molto più avanti lo si affronterà un passo alla volta.

Credo che non resti che ringraziare tutta "La vecchia scuola" per i loro insegnamenti ed esperienza che sono riusciti a trasmetterci ... GRAZIE DI TUTTO CUORE VI SIAMO DEBITORI E PROVIAMO A NON DELUDERVI!

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