[Riflessione] Il passato che torna

Il passato è alle nostre spalle. A volte lo ricordiamo senza volerlo altre invece forse lo vogliamo dimenticare per non soffrire troppo. Questo è il problema grosso secondo me: il non volere soffrire. Quando dal passato neanche tanto recente salta fuori una lettera lasciata incompiuta. Quando all'inizio ti chiedi cosa stai vedendo. Quando cominci a leggere quelle righe scritte di tuo pugno in un passato che in quel momento ti sembra presente. A quel punto cominci a chiederti come mai hai interrotto la lettera. Forse era finita la corsa in treno o in metropolitana o in pullman. Non lo sò, la sola certezza è che è rimasa lì. Ti chiedi e provi a sforzare di ricordare cosa non hai mai scritto e che avresti voluto scrivere. Vorresti, con un rimpianto enorme, farla leggere alla persona a cui era destinata. Pensi al tempo ed ai fatti che hanno allontanato un bellissimo rapporto di amicizia. Quei fatti che te conosci e ti chiedi: ma io ... in tutto questo ... cosa centro?
... ho appena provato a mettere in parole quello che mi passa per la testa in questo momento ripensando a ieri sera quando ho trovato la lettera ed a quello che ho vissuto oggi. Mi chiedo una cosa ora: come sarà quella persona? Come sarà la sua vita? Chissà se e come si ricorderà di me? La vera pazzia sarebbe partire con la macchina e suonare alla porta di casa sua. O almeno, a quella che anni fà era casa sua. Sarà ancora la stessa? Non lo sò e purtroppo questa non ho potuto nemmeno contare sui Social Network. Ora mi chiedo cosa dovrò fare con quella lettera. Nel frattempo penso che dovrò imparare a dire quello che penso oppure a mandare le lettere senza lasciarle lì a metà. Potrebbero non esserci seconde occasioni per fare conoscere o per dire quello che proviamo ...

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