[Running] Padova: da uomo a MARATONETA!


Sapevo, anzi sospettavo, che il mio corpo aveva in mente qualche cosa per me nella giornata di ieri. Non potevo essere così tranquillo. Avevo davanti a me la mia prima maratona. Non sapevo come avrei reagito mentalmente e fisicamente ai diversi momenti della corsa. Ora lo sò benissimo cosa mi ha voluto regalare il mio corpo ieri. Mi ha regalato una delle emozioni più belle che abbia mai provato. Ricordo il cartello "42" e l'arrivo davanti a me. Un "vuoto eterno" di 195m e poi?

Andiamo per ordine o almeno è quello che proverò a fare. Sono ancora parecchio "confuso" nel senso che non ho ancora concepito a pieno l'impresa di ieri. Prima di partire con il racconto dico solo una cosa: GRAZIE DI TUTTO CUORE A TUTTI I MIEI FANS CHE MI HANNO SOSTENUTO IERI ED IN TUTTE QUESTE 18 LUNGHE SETTIMANE DI PREPARAZIONE! SENZA DI VOI NON SAREI RIUSCITO A TROVARE LO SPIRITO CHE AVEVO IN CORPO IERI!

Se devo essere sincero, mi viene difficile pensare a scrivere un racconto su ieri. Ho troppe emozioni in corpo e non è facile scriverle. Ora ci provo, spero che il racconto non faccia così schifo come possa sembrare. Nel caso chiedo scusa, vorrà dire che mi impegnerò di più con il racconto della prossima maratona!

La sveglia è suonata presto, erano le 5 del mattino. Il tempo di vestirci e trovarci con gli altri compagni di avventura (eravamo in 5 amici in due camere diverse) per una colazione abbondante in stanza. Finita questa piccola parte in allegria abbiamo cominciato il riscaldamento con circa 2Km di camminata dall'albergo alla stazione di Padova per prendere la navetta che ci ha portato alla partenza a Vedelago. Prima della partenza siamo rimasti in gruppo, abbiamo riso e scherzato come sempre. Ero sempre tranquillo e rilassato, non mi sentivo nulla addosso. Questo dettaglio non mi tornava e mi faceva paura.

Una chiacchera tira l'altra ed il momento dei saluti è arrivato. Dobbiamo entrare in griglia. Strette di mano e pacche sulle spalle. Lì ho avuto quei pochi secondi di panico. Da lì sarei stato solo ed avevo una corsa da fare. Una volta entrato in griglia tutto è passato. Ho visto i palloncini delle lepri subito appena entrato. Peccato che ho trovato quelli superiori alle 4 ore e non mi andava. Cerca che ricerca ho trovato quella delle 3h:30m ma tra me ho pensato che era un tempo impossibile e così ho trovato quella delle 3h:45m e mi sono avvicinato. Il tempo passa e la tranquillità aumenta. Lo start della manifestazione era lì a pochi minuti da me. Non riuscivo a capire il perchè la tranquillità aumentava sempre di più. Le griglie si aprono, si passa avanti per ricompattare il gruppo. Guardavo il cielo nel mentre. Il clima era ottimo per correre. Nuvole che coprivano il cielo, temperatura sui 10° o poco più ed un pò di aria fresca.

Ormai manca davvero poco ... ecco lo sparo ... SI PARTE!

Essere con la lepre delle 3h 45 sin dai primi metri è molto rassicuante. Il ritmo viene scandito sin dal primo metro di corsa. Non rischio di fare cazzate di testa mia o perchè mi faccio trascinare dal gruppo. Passano i minuti e passa l'asfalto sotto di me. Arriviamo circa al Km7 e davanti a me vedo Paride e Stefano. Urlo per salutarli ma non mi sentono. Saluto il gruppo della lepre dicendo che andavo a salutarli e poi tornavo a breve. Il ritmo dei miei amici era poco diverso da quello della lepre. Passare però da 5.20/km a 5/km poteva essere una pazzia con 35km di corsa ancora da affrontare. Scandire il ritmo in 3 è più facile specialmente se di base c'è amicizia. Si cominciano ad attraversare i paesi e si cominciano a battere un sacco di mani a tutta la gente che ti incita, soprattutto ai bambini piccoli e meno piccoli!

Arriva il primo (e fortunatamente unico) problema della corsa al Km11: Amici, mi scappa la pipì ... se calate il ritmo poi vi raggiungo e recuperiamo! Mi fermo e comincio a farla. Non finiva più. Vi dico solo che mentre io la facevo da un lato dell'albero si è fermato un altro ragazzo. Ad un certo punto mi ha chiesto se volevo continuare per tanto e fare crescere a dismisura l'albero. Lui ha finito ed io continuavo a fare pipì. Finalmente è finita, si parte con il recupero di Paride e Stefano. Ripresi, ora dobbiamo recuperare. Il ritmo si alza sino a rientrare nella media. Un respiro di tranquillità finalmente. Arrivano i primi problemi del gruppo. Paride ha problemi ad un piede e cala il ritmo. Io e Stefano lo curiamo con la coda dell'occhio ogni tanto. Arriviamo al Km16 e siamo rimasti solo in due. In bocca al lupo Paride, ti aspettiamo all'arrivo! Mancano 5Km alla mezza ed il tempo sembra buono. Il passo era di circa 5/km costante. Siamo io & Stefano. Per la cronaca Stegano è peggio di un ForeRunner ... spacca il Km o il tempo al secondo correndo ... non ha sbagliato un colpo!

Finalmente la mezza maratona davanti a noi. Siamo a metà dell'avventura. Se siamo arrivati qua ancora carichi dobbiamo ringraziare davvero le gente lungo i paesi ed i complessi musicali che ci hanno portato tranquilli e rilassati sino a qua. Bellissimo nei primi paesi quando abbiamo trovato una ricostruzione in abiti Medioevali ed un gruppo di sbandieratori. Sarebbe stato bello vederli, ma avevo una linea a Padova che mi aspettava. Sapete, quella linea, è un pò come una bella donna ... perchè farla attendere? :P

Arrivati alla mezza dico a Stefano "La strada che abbiamo fatto, sarà quella che ci riporterà a casa - Aldo Rock - IronMan delle Hawaii" e non sapendo la storia l'ho raccontata. Il paese dopo la mezza è stato il più emozionante. Un sacco di gente e bambini con la mano. Non sò quante mani ho battuto, ma alla fine mi hanno rigenerato. Sia io che Stefano eravamo come nuovi, come appena pariti. Dai ragazzo corri, manca poco all'inizio della corsa e dopo l'inizio della corsa dovrai cominciare la Maratona! Subito dopo la mezza maratona vedo un logo che non mi è nuovo. Il logo dei BlogTrotters ed una maglietta con scritto Gianluca. Ci "presentiamo" in corsa e poi andiamo per la nostra strada.

Il tempo scorre ed anche la strada percorsa. Finalmente arriva il Km30 e che LA CORSA VERA E PROPRIO ABBIA INIZIO. Il tempo è buono. Forse possiamo osare le 3h.30m ma la Maratona non è ancora cominciata. Il fatidico muro è cominciato. Ad un certo punto vedo davanti a noi un gruppo di bambini a fare il tifo. Guardo Stefano e gli dico "vado a prendermi del doping allo stato puro, te che fai? Mi fai compagnia?" e così assieme ci siamo diretti verso i bambini. Qualcosa in me "non funziona" a dovere. Vedo gli altri rallentare ed invece io comincio a carburare bene e mi sento carico. Resto però con Stefano, non lo mollo! Al Km 33 abbiamo trovato Primo in crisi. Lascio Stefano con lui ed io parto via da solo. Sono nel pieno del muro del maratoneta. Vedo la gente in crisi ed io invece viaggio.

Esco dal muro ed esco bene. Sono al Km35: ORA COMINCIA LA MARATONA! Ero solo, l'indecisione se prendere il via oppure no era alta. Mancavano ancora 7195m alla fine. Andrea, non fare cazzate ... non farne ora. La media era 4.58/km ... è ottima ... non mandartela a puttane!

Al Km38 vengo ripreso dal buon Stefano. Si viaggia ancora assieme ed assieme facciamo l'ingresso dentro Padova. Arriva il cavalcavia che speravo di non incontrare. Lì ho avuto la mia prima crisi, però eravamo già al Km40 ed era accettabile. Tra me e stefano si creano 20m di vuoto. Lui avanti ed io non riuscivo a prenderlo. Arriva il ristoro. Bevo io e vedo bere anche lui. Poco prima del Km41 una curva a destra mi gioca a favore: riprendo Stefano. Lo vedo in lieve crisi: "Stefano, posso andare? La sento ... " mi risponde in modo molto semplice: "Sparisci e non farti più vedere prima dell'arrivo" ... dite che aveva le palle piene di sopportarmi? :P

Il centro di Padova è stato parecchio deludente dal punto di vista del tifo. Pochissime persone erano nelle vie. Ero solo a fare i conti con me stesso in quello che è meno di un miglio, anzi ora forse è meno di mille metri. Passo un pò di gente e davanti a me trovo il cartello "Km 42" a quel punto non riesco più a contenermi CAZZO SONO ARRIVATO PER DAVVERO! ed il tizio al mio fianco mi fà notare che era davvero il Km 42! Era già dal cartello dei 41 che avevo il nodo in gola dall'emozione che provavo e tenevo a fatica le lacrime. Non dovevo piangere. Non dovevo piangere lì. Vedevo la vetta, ma non ero ancora sopra di lei. L'olimpo dei maratoneti era vicino e non volevo deconcentrarmi e perderlo proprio ora.

Il cartello 42Km era da poco alle mie spalle. Mi sono ricordato quello che mi avevano detto qualche giorno prima della maratona:
Mi ero divertito, ho sognato ed ero già emozionato. L'arrivo è davanti a me. Ora devo solo fare una cosa: VOLARE! Ho dato tutto quello che avevo in corpo in quei metri. Ho spostato l'asfalto con le mie scarpe. Prato della Valle era pieno di gente, la gloria sarà immensa, tra le urla e gli applausi della gente il ragazzo (me) comincia il suo volo senza pensare a quasi nulla. Solo il timer davanti agli occhi ed il traguardo. Quando il piede ha tagliato la linea del traguardo ho lasciato andare le prime lacrime. Ho tolgo gli occhiali, non mi vergognavo di piangere e sono andato avanti. Un passo dopo l'altro sono andato avanti con gli occhi lucidi dalla lacrime ed il volto segnato da un misto di sudore e lacrime. Mi si avvicina una ragazza e mi mette la medaglia al collo: SONO UN MARATONETA!

Pochi attimi dopo sento urlare il mio nome. Vedo Giorgio che mi chiama. Vado da lui. Mi abbraccia per complimentarsi che sono arrivato e con che tempo. Non riesco più a trattenere nulla. Scoppio in un pianto senza fine. Qualche ora più tardi mi ha detto che l'ho emozionato davvero tanto in quel momento che stava per scoppiare a piangere anche lui. Una volta finito mi ha mandato a mangiare e bere qualcosa. Poi si è complimentato nuovamente e mi ha comunicato che è riuscito a fare il suo tempo migliore in maratona: 3h20m! E bravo il ragazzo :)

Nei 30 minuti a seguire siamo tutti oltre l'arrivo ed andiamo tutti quanti a farci fare i massaggi alle gambe. Vi assicuro che l'ora di coda è servita ed è stato tempo ben speso. Una volta fatti i massaggi anche camminare è tornata una cosa "molto" semplice. Togliere il chip dalla scarpa o togliere le scarpe per i massaggi sembravano (=erano) imprese più dure che tutta la maratona!

Siccome il nostro albergo era a 100m dall'arrivo, siamo andati subito a farci una bella doccia calda ed in totale tranquillità. Mentre facevano la doccia gli altri ho fatto un paio di telefonate per avvisare della Maratona. Ho anche mandato un messaggio a molti miei amici:
Padova mi ha voluto, Padova mi ha proclamato MARATONETA in 3h 33m! Sono scoppiato in lacrime al traguardo, non riuscivo a smettere! Grazie per il supporto :) Andrea
E devo dire che le risposte sono state tantissime! Senza contare che appena acceso il cellulare ho ricevuto diversi sms per sapere come era andata la grande impresa! Anche oggi i complimenti abbondano sia di persona che via sms o mail. Una cosa però non è ancora successa: Non ho ancora capito realmente quello che è successo ieri! Sò di avere imparato tantissimo e di essere cambiato. Quantificare però la mia impresa non riesco. Ora sogno e/o desidero già una prossima maratona. Ora devo decidere quale ed anche velocemente. Così sò come impegnare le prossime 18 settimane per tornare nuovamente nella gloria assoluta!

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