[Riflessione] Sfogo : Il dilemma della scelta e della decisione

Spero di riuscire a trattare questo post nel migliore dei modi. L'argomento è abbastanza delicato e penso di averlo affrontato una sola volta sul mio blog nel post "[Riflessione] Le persone disabili" dove ho già espresso il mio punto di vista sull'argomento. Il problema è che, come in ogni cosa, la teoria è molto diversa dalla pratica e giovedì sera mi sono trovato in un notevole imbarazzo nel dover prendere una decisione.



Premessa:
Per una serie di impegni, ho cambiato l'orario ed il giorno delle lezioni di nuoto. Sinceramente, visto che quel giorno ero anche di fretta, non ho pensato di chiedere quando avesse lezione il mio solito istruttore ed ho preso l'orario che viene più comodo a me.

Fatto:
Giovedì sera tutto contento alla sola idea di sguazzare ancora come un pesciolino vado a nuoto sapendo di avere il corso. Arrivo lì e scopro chi è il mio istruttore. E' già stato il mio insegnante per il corso estivo l'estate scorsa ed ero contento perchè è molto puntiglioso sulla tecnica a differenza di altri. Cosa centra tutto questo? L'istruttore purtroppo è una persona disabile. Personalmente il fatto NON mi crea nessun problema. Come ho già detto, ritengo che le persone sono tutte uguali e vanno rispettate indipendentemente da tutto.

La lezione comincia ed il ritmo era molto blando. Se vi state chiedendo quanto blando vi rispondo subito. Dopo circa 45 minuti ero arrivato a fare ben 12 vasche perchè 2 le ho fatte di mia iniziativa visto che mi ero rotto di stare fermo a prendere freddo. Sono uscito cinque minuti prima perchè avevo una cena di lavoro, ma sono seriamente convinto che non hanno fatto gli ultimi cinque minuti a tutta per recuperare le vasche non fatte.

Mentre ero in doccia mi è venuta la tristezza. Quando si è abituati ad essere "spremuti" arrivare a quella situazione è molto deprimente. Mi ha fatto passare la voglia. Uscito dalla doccia sono andato alla reception ed ho chiesto se potevo spostare tutte le lezioni e mi hanno ricordato del limite massimo di spostamenti. Ho esposto il mio perchè e anche una proposta dove ci avrei smenato dei soldi io ma non mi interessava. Purtroppo la ragazza non poteva farmi nulla e mi ha consigliato di fare una segnalazione del fatto e delle mie motivazioni. L'avrebbe data il giorno alla direzione da valutare e mi avrebbero fatto sapere.

Il dilemma era fortissimo. Scrivo o non scrivo?

Conclusione:
Ho scritto, in poche righe ho spiegato tutto quello che dovevo dire. Ho spiegato che il ritmo del corso era notevolmente inferiore a quello a cui sono abituato e non mi piace. Ho firmato e l'ho consegnato. Mi sono sentito una vera merda quando poco dopo solo in macchina ripensavo al fatto. Mi ha fatto sentire molto meglio una cosa.

Sono convinto, come ho già espresso il concetto, che anche se persone disabili sono da considerare persone normali senza fare discriminazioni. Avrei fatto lo stesso foglio ad un istruttore "classico" oppure no? Ovviamente si. Il dilemma era se farlo o no e lo ammetto era forte. La decisione di farlo è stata dura. Non voglio e spero che non venga preso come un fatto personale dall'istruttore.

Ho rispetto per lui prima come persona e poi per il ruolo che ricopre. Forse è stato più corretto farla che ignorare il tutto e dire una patetica frase di compatimento. Non lo sò, ora sono davvero in crisi. Indipendentemente da tutto, prima o poi lo troverò faccia a faccia e penso che una spiegazione anche solo per un rapporto civile e segno di rispetto se la merita ed anche sinceramente. Ho una confusione in testa.

Etica, valori morali e valori civili non riesco a farli convivere col mio gesto. Forse non ho capito un cazzo dalla vita o forse l'ho capita "sin troppo" e poi mi faccio problematiche perchè ho dei sensi di colpa. Ad ogni modo, comunque vada a finire, avrò sempre un conto aperto ed un dilemma irrosolto con me stesso.

Etichette: , , , , , , , , , , , , , , ,