[Sport] Scia: Davanti il nulla ed un uomo alle proprie spalle ...

E' una domanda e/o riflessione a cui penso spesso. Già altre volte avrei voluto scrivere ma non ho trovato la giusta ispirazione per pensare la discussione. Lunedì sera, mentre ero in doccia in piscina, ho sentito alla radio la canzone "Destinazione Paradiso" e vivendola in ambito sportivo, la prima strofa esprime concetti molto interessanti ed importanti a mio avviso. Lo sò, sono molto contrastanti come concetti volendo osseravare il tutto, ma mi hanno ispirato ...


Ecco la prima strofa della canzone:
In questo girotondo d'anime
chi si volta è perso e resta qua
io so per certo amico
mi son voltato anch'io
e per raggiungerti ho dovuto correre
ma più mi guardo in giro e vedo che,
c'è un mondo che va avanti anche se
se tu non ci sei più

se tu non ci sei più

Come potete vedere, i tre concetti li ho resi evidenti evidenziando il testo. Ora vediamo di dare una pseudo-spiegazione:

  1. per raggiungerti ho dovuto correre: Quante volte, per raggiungere quel "puntino" davanti abbiamo dovuto sputare sangue prima di effettuare l'aggancio vero e proprio? A me è capitato diverse volte.

  2. mi son voltato anch'io: ecco, grazie ... una volta che mi hai preso sei pregato di non fare il succhia-scia e quando mi volto capiscila una buona volta che è l'ora di dare il cambio ... grazie!

  3. va avanti anche se se tu non ci sei più: Ovviamente, se te non ricambi il favore della scia io vado per i fatti miei senza ti te. Ti abbandono anche, caro avversario, se te mi rallenti troppo il ritmo. Se sei un amico, tranquillo non ti abbandono. E' lealtà sportiva oltre che amicizia ;)


Ora, dopo questa esposizione di "musica di base" possiamo passare ad un concetto sportivo molto importante: il concetto di scia!

La prima questione da chiarire è cosa intendo per scia in ambito sportivo. Andando in modo diretto a dare una spiegazione, intendo quel vuoto che l'avversario (o compagno d'allenamento) davanti a noi genera col suo muovimento.

Sino a poco tempo fà conoscevo solo la scia nel ciclismo. Di recente ho scoperto la scia anche quando vado a nuotare e l'altra sera l'ho sfruttata per bene ([Nuoto] Allenamento o massacro?) e sono felice del risultato ottenuto.

Secondo me, da quel poco che ho visto, è molto più facile tenere la scia nel nuoto che nel ciclismo. Nel nuoto si è lì, uno dietro l'altro e il vuoto dell'avversario è ideale per andare dentro.

Nel ciclismo invece è molto più complicato. Non bisogna stare dietro in un punto qualsiasi. Bisogna calcolarlo di volta in volta e trovare il punto dove il risucchio è maggiore. Sono da tenere in considerazione anche i fattori esterni quali meteo, traffico, fondo stradale o tipo di terreno, salita o pianura o discesa e tanto altro. Bisogna essere anche molto "sgamati" nel capire quando cambiare per non compromettere il gruppo. Non parlo tanto di velocità, ma di sicurezza. Una caduta non è bella, specialmente se si è in un treno (o trenino) numeroso a buona velocità!

Detto questo, dove voglio arrivare? Ad un semplice interrogativo ...
Sono io "strano" che riesce a sentire la scia che vado a prendere o la scia che mi prendono oppure è strana la gente che non si rende conto della scia a e non la vuole concepire?

A mio avviso il discorso torna sulla questione:
Per quale motivo fai sport? Per non stare sulla poltrona oppure con sfondo agonistico? ([Riflessione] Sport: un buon istruttore è cattivo?)

Chi lo fà con finalità agonistiche uno sport il concetto di scia lo conosce bene. Non è difficile da capire. Provo a spiegarlo ...
Se si stà uno dietro l'altro, chi è davanti fà più fatica. Deve aprire l'aria (o l'acqua) mentre chi è dietro sfrutta il vuoto che il quello davanti a lui crea.

Ora è più chiaro? Gente, proviamo a sfruttare questo bellissimo concetto oppure no? Non fà male all'organismo!

In conclusione voglio mettere una considerazione che forse avrei dovuto mettere come premessa. IO ODIO GLI SCROCCA-SCIA ABUSIVI! Cosa intendo? I parassiti della scia ... quella gente inutile e priva di senso di esistere ... Semplice ... intento tutti quelli che ti scroccano per parecchio tempo la scia e non cambiano mai e poi vanno via per i fatti loro. Mi spiace, ma quando mi trovo certi elementi in allenamento cerco di staccarli e lasciarli per i fatti loro in solitudine! E' capitato anche a me di scroccare e basta, ma con la decenza di dire: "mi serve un passaggio, sono al limite" e quando ho ricevuto lo stesso messaggio ho lasciato scroccare volentieri. Mi ricordo che una volta ho allungato non di poco il giro per riportare sino a casa un signore che altrimenti dubito ci sarebbe arrivato da solo.

Vabbè, già che ci siamo, vi racconto una scena che mi è successa l'estate scorsa in bici da corsa in una giornata di vento. Ero a 20km da casa. Le ombre non mentono. Bici in avvicinamento alle spalle. Ero pronto alla fuga, il rapporto era sceso all'istante. Quando mi era dentro a ruota ho sentito una voce. Era una ragazza:
Sono a pezzi, mi attacco e succhio ... è un problema?

La mia risposta è stata:
Nessun problema, scalo e ti copro io ... vieni più sotto però!

Ho citato questo fatto anche perchè la frase, se detta in altri ambiti può risultare molto ambigua ... ma tranquilli ... si è trattato solo di scia ciclistica! Scherzi a parte ... questo è lo spirito dell'aiuto in scia ... parlare gente ... non è difficile ... sapete?

*** Info Extra ***


Il titolo è fatto a "doppio senso" e spero che sia risultato di comprensione dopo aver letto l'articolo. Se non è staco compreso lo sintetizzo ora ...

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