[BDC] Il giro del Lago d'Iseo

E' da quasi una settimana che assieme ad altri ragazzi del forum di bici da corsa stavamo preparando questo allenamento. Un giro non propriamente corto ed indolore. La partenza e l'arrivo a Rovato. Il percorso? Costeggiare tutto il lago d'Iseo. Prima la sponda bergamasca e poi quella bresciana. Il dilemma era se fare questo allenamento sabato o domenica. Dopo aver visto i partecipanti, si è deciso di farlo sabato 16 febbraio 2008 con partenza alle 09:30 da Rovato.

La sveglia è stata abbastanza presto sabato mattina, considerando il fatto che venerdì sera sono uscito coi miei amici e sono tornato non prestissimo come avrei voluto. Quando ha fatto il suo "beep beep" avrei voluto spegnerla e tornare a dormire. Non l'ho fatto e devo dire che è stata un'ottima idea! Dopo una colazione abbondante, sono sceso ed ho caricato la macchina. E' ora di partire, ho appuntamento con Tita verso le 9 e poi con gli altri una trentina di minuti dopo. Non conoscevo la strada e devo dire che me la sono cavata bene, sono arrivato subito al primo colpo. Il tempo non prometteva al meglio. Il sole era molto nascosto e l'aria che si respirava era molto da neve!

Finito di cambiarci, ci siamo avvicinati al luogo dell'appuntamento ed abbiamo incontrato altri tre ragazzi che venivano con noi. Chi sono? Allora ... viaggiatore, sarabeppe e sarabeppe-amico. Mancava all'appello solo Maraisa. Pochi minuti dopo è arrivata e siamo stati pronti alla partenza.

Dal punto di ritrovo al lago, avevamo circa un 10Km. La strada era in falso piano. Qualche strappetto in sù e qualcuno in giù. Non me la sentivo di dare cambi, non avevo ancora molto asfalto nelle gambe e dovevo dosare più che bene le forze non sapendo cosa mi aspettasse. Trovarmi il lago lì di fianco e poterlo respirare è stato bellissimo. Mi ha riempito il cuore di gioia. Ho fatto quelle strade non sò quante volte in vita mia, ma mai come oggi ho sentito il lago. Forse perchè le ho sempre fatte in macchina? L'amico Tita, mi ha raggiunto nelle retrovie del gruppo. Mi ha provato ad istigare alla fuga. Gli ho dato picche un numero impressionante di volte.

Siamo circa al km 20 ed alla fine, per esasperazione, ha vinto lui. Pronti e via, senza la partenza! Siamo scattati e siamo passati in testa. Prima affiancati, poi butto giù un rapporto dietro ed esco da solo. Stò lì un pò, mi faccio passare da Tita. Avevo bisogno di un rilancio di velocità e me lo ha dato. Appena ho preso il ritmo sono uscito ed ho continuato a tirare sino a Tavernola. Qua il regalo della mattina: una salita a sorpresa! La salita, come potete vedere dall'altimetria, non è stata proprio corta. Era la mia prima salita di stagione superiore ai 300m e questo penso lo abbiano capito tutti. La pendenza riuscivo a reggerla bene sino al 5% o 6% dopo cominciavo a soffrirla. Ad un certo punto, ero riuscito a trovare il mio rapporto anche con pendenze superiori da seduto. Peccato che eravamo arrivati alla fine e quindi è stata inutile. Dai, non è vero ... ho fatto esperienza per la prossima salita! Finalmente è arrivato il momento dello scollinamento. La discesa con la bici da corsa non è mai stato il mio forte, ho una paura folle dell'asfalto ma la velocità mi piace e quindi ho lasciato andare la piccolina e mi son divertito con un bel 50.8Km/h di velocità massima. Posso garantirvi che mentre si saliva e soprattutto mentre si scendava, faceva molto freddo.

Durante la discesa, mi sentivo un pò in colpa perchè sapevo che il mio non essere molto forte in salita ha penalizzato gli altri ragazzi che mi hanno dovuto aspettare o calare il loro ritmo. Lo sò, doveva essere una passeggiata per fare amicizia ma non è colpa mia se mi sento in colpa lo stesso. Son fatto così. Mi spiace anche che nel tratto finale della discesa abbia dovuto passare Maraisa, sperando di non aver esagerato con la manovra e se l'ho fatto chiedo scusa, ma ero troppo sotto a ruota per poter permettermi di restare al suo interno. Per la cronaca, la salita in questione è quella che da Tavernola sala a Vigolo e poi scende giù sino al cementificio. Eccoci di ritorno sul lago poco dopo Tavernola in direzione Lovere. Ora la situazione di guida torna normale come dislivello. Ogni tre per due perdevo il gruppo, cominciavo ad essere cotto e li vedevo rallentare per farmi rientrare. Uno dei punti più belli è stato l'orrido. Non l'avevo mai visto senza un vetro di una macchina. Vederlo e respirarlo è stata una vera e propria esperienza, non lo si può negare! Fortuna che il sole stava uscendo e l'ambiente si scaldava.

Durante l'attraversamento di Lovere, Costa Volpino e Pisogne ho confermato assieme agli altri una teoria che sostengo sempre più: la gente NON sà guidare e nonostante ciò gira per strada con la macchina come se niente fosse. Finalmente eccoci nella sponda bresciana. Sentivo "quasi" l'aria di casa. A dire il vero l'aria l'abbiamo sentita ed anche in abbondanza. Un super vento contro ci ostacolava e non era nemmeno molto piacevole. La sponda bresciana l'abbiamo affrontata lungo la pista ciclabile che costeggia il lago. Nonostante il forte vento e la fatica di proseguire senza perdere la scia, la visione del lago mosso illuminato dal sole era a dir poco stupenda. Ripagava di ogni sforzo fatto e subito. Sarà per questo che amo questo sport, vero? Io dico di si! Finalmente un cartello che indicava la distanza da Iseo. Riuscivo a quantificare quanto mancava alle macchine circa. Dopo un pò di tempo, finalmente eccoci ad Iseo. Ad Iseo un dilemma fondamentale: il Polaveno lo si fà oppure no? Io ero cotto e non lo avrei digerito così facilmente ma se era da fare non mi tiravo indietro. Gli altri ragazzi, vista l'ora dovevano rientrare e così è stato saltato.

Gli ultimi 10 Km per le macchine. Il problema è che non erano piatti, ma erano in lieve salita. Avrei voluto mangiarmi un pezzo della mia barretta per recuperare un pò di energie ma non mi era possibile. Ad Iseo, nel tirarla fuori dalla tua mi è caduta per terra e l'ho persa. Ad un certo punto, preso da una crisi mistica ed incentivato da una lieve discesa, ho spinto i rapporti duri ed ho alzato il ritmo. Non riuscivo a capire quanto mancasse realmente. Così il mio neurone ha avuto l'idea di sfruttare la mappa tracciata dal mio Edge 305 per quantificare la distanza. Vedere la mia freccia sempre più vicina al punto di arrivo mi ha riempito di gioia.

ARRIVATI! Ero cotto ... il tempo degli ultimi saluti e ci siamo separati. Un grazie di tutto cuore a tutti, è stata davvero una bellissima esperienza e spero di rifarla presto magari quando sono un attimo più allenato! Avrei anche delle perla da raccontare sul post giro, ma non ho molta voglia quindi le rimando ad probabile nuovo post in un prossimo futuro.

Chiudo coi dati della sintesi del giro:
KM: 99,89 km*
Tempo: 3:55:20
Velocità Media: 25,5Km/h
Velocità Massima: 50,8Km/h
Calorie: 3.034
Dislivello: +882,0 / -870,1
Frequenza Cardiaca Media: 152

* Il garmin dice 101,9Km. Il problema che è stato perso il segnale molte volte nelle gallerie e quindi il valore è inferiore a quello reale.

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