[BDC] 13 metri, un secondo e la via dello sfogo!

Ieri, dopo 2 settimane di fermo bici da corsa causa impegni e mal di gola, son riuscito a portare la mia Sally a spasso di mattina presto. Questa volta, non ero solo. Ero in compagnia di un ragazzo di bdc-forum. Chi è? Aspettate, non mi ricordo il nick devo andare a vedere ... eccolo ... è lui: Volatino!

Era da diversi mesi che dovevamo incontrarci per una pedalata, ma le circostanze lo hanno sempre reso difficile. L'accordo finale è stato "siglato" sabato sera verso le 19.

Uscivo da una bellissima lezione di spinning da 90 minuti e sentivo le gambe belle in forma. Sentivo la mia mente non molto in forma. Sentivo il bisogno di svuotarla e poter così dire che ora è libera da tutto. Esiste un metodo migliore di una pedalata? Io dico di no!

Il ritrovo è stato fissato presto (08.30 AM) presso la chiesa di un paese più o meno a metà tra casa mia e casa sua. Il perchè proprio quel luogo? Perchè è da lì che parte la strada che volevo percorrere. Dopo esserci presentati e salutati, i pedali hanno fatto clock: si parte!

Dopo poche pedalate, si abbandona il paese in una strada di campagna con un livello di traffico pari a zero ed un buon livello di divertimento grazie ad una serie di curve strette. Il mio timore principale era di perdermi e di fare una figura di cioccolato. Quel giro l'ho sempre fatto al contrario e non ho mai badato ad eventuali incroci o simili in senso opposto.

Ad un certo punto il timore di essermi perso per davvero, ma poi arrivando ad un incrocio ho capito di esser sulla giusta strada. Il vento, sino a questo momento era sopportabile ma costante. Poco dopo, quando abbiamo preso la nuova strada, era insostenibile. Ho preso fiato e tanta volontà e sono scattato in avanti a fare da apri gruppo e succhiarmi tutto il vento io. Queste cose, non sò perchè, mi divertono anche se sono parecchie auto-lesionistiche ...

Finalmente arriviamo nel cuore dell'allenamento. Un paese con delle salite. L'ingresso in paese è dato da una salita, breve ma divertente! Una volta in paese invece la situazione cambia. E' il paese di allenamento in ripetute. Sono solo 25om con una pendenza dal 2% iniziale e 10% finale. La prima volta che le ho fatte non la scorderò mai: un freddo assurdo e crampi da freddo. Ieri invece era meglio! Di solito, faccio molte più ripetute su quel tratto ma per una bontà interna nei confronti dell'ospite sono arrivato solo a tre! Le prime due col 34 davanti e la terza in piedi col 50 ed un rapporto medio/basso dietro. Su questa, Volatino mi ha detto che sono scattato sù come pochi. In effetti mi sembrava molto più corta delle altre. Guardando la velocità alla fine del tratto al 10% ero di poco sopra i 20km/h! Non mi sentivo due gambe sotto, mi sentivo due belve pronte ad esplodere ma il momento non era ancora giunto. La quarta indurendo dietro l'avrei fatta più che volentieri, ma ho evitato.

Il ritorno verso casa è stato tremendo. Il vento contro era fortissimo. Se frontale ti spostava indietro, se laterale dovevi avere una salda presa altrimenti la bici si spostava di lato. Il povero compagno di sventura era cotto, si vedeva così mi son messo ad aprire io il vento. In questo modo ha avuto parecchi tratti di strada in cui recuperare. Fortunatamente, conosceva qualche strada secondaria ed il vento era meno diretto di prima. Siamo arrivati al momento dei saluti. Volatino è arrivato a casa ed io ho ancora circa 15km da fare. Dopo esserci salutati, io parto per la mia strada.

La teoria, dato anche il forte vento ed il fatto che da quel momento in poi ero solo, era di fare la strada più breve. La pratica? La più lunga ed anche più esposta al vento. Quel tratto era eterno, cercavo di dar sfogo alle mie gambe forzando l'andatura. Non potevo esagerare. Ero solo e se qualcosa fosse andato storto arrivare a casa sarebbe stato molto lungo e faticoso. Finalmente quel lungo tratto era finito.

Appena ho preso la strada di casa, il vento è sparito. Non era girato, non mi arrivava dal "lato B" ... si era proprio dileguato. La conferma, oltre che sul mio corpo, l'ho avuta dalla natura attorno a me. Le foglie, l'erba e gli alberi erano fermi. Sentivo le due gambe dirmi di farle giocare e divertire. Perchè non ascoltarle?

Solo 6000m mi separano da una doccia calda. Il freddo cominciava a sentirsi. Ok, vi faccio divertire. Il 50 è gà sù caldo. Comincio a spingere a tallone basso e faccio estendere tutta la gamba in modo da avere la pedalata piena. Il ritmo sale ed anche velocemente. Poco dopo mi trovo sui 40km/h. Posso e voglio di più. Se mi avesse preso un crampo il problema era minimo. Ero praticamente arrivato.

La pedalata aumenta ed anche la mia voglia di sfogarmi. Trovo la giusta intesa, il display segnava poco di più dei 45km/h. Mi abbasso sul manubrio ed impugno la parte bassa. Solo rettilineo, niente di niente. I semafori li trovo verdi (ehm...quasi) e li passo via senza la minima esitazione. Arrivati in fondo al rettilineo mi sentivo fiero di me.

Anche se non ero in gara con altri ... alzarsi dalla posizione basse e portare lo sguardo al cielo è obbligatorio. In quei 6Km mi sono resettato tutto. Pensavo solo a tenere la pedalata sul ritmo corretto. Non dovevo pensare a nulla di altro. Lo sfogo è riuscito e la doccia calda è arrivata presto!
L'emozione del ciclismo forse è proprio questa? Riuscire a vincere di continuo le gare contro il proprio limite fisico e mentale? SI!

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