L’affaire Pantani

Chi mi conosce sà che sarò di parte in questo articolo su Pantani. Ho conosciuto il ciclismo grazie a lui. Ogni salita per lui era pianura e riusciva ad incollarmi alla tv senza farmi pesare il fatto. Anche oggi, a più di tre anni dalla sua morte spero di vederlo scattare dal gruppo e far il vuoto ...



... ma purtroppo non è così.

Ricordo ancora quella data, quel sabato mattina. Era il 05/06/1999 quando a Madonna di Campiglio scattò la squalifica. La tappa da correre era montana, ero tornato a casa presto per vederlo. Ed invece?

Ricordo anche quell'altra data, quella domenica mattina. Ero appena tornato dalla discoteca. Ho acceso non sò bene per quale motivo il televisore. Scoprì in quel momento della morte del pirata. Era il 14/02/2004. Non sono riuscito a prendere sonno quella notte e la domenica ero triste, molto triste.


Nella mia mente esistono diverse immagini, foto e ricordi sulle imprese di Pantani. E' con questa foto che viene espressa la sua potenza a mio avviso. In quella tappa ha dimostrato di non dover rendere conto a nessuno.

Quando fù data la notizia della morte del pirata, la colpa fù subito attribuita alla droga. Una pura e semplice overdose è la causa della sua morte. Ma è la verità oppure una 'verità comoda' per nascondere ben altro? E se fosse, cosa si 'deve' tenere nascosto?

I tifosi, me compreso, non si danno tregua. Qualcosa non torna. Perchè il miglior scalatore al mondo si sarebbe dovuto ridurre così? Ed in quei lunghi 5 anni, cosa è successo? E negli ultimi 3 invece?

Philippe Brunel, giornalista dell'Equipe, ha deciso di riaprire il 'Caso Pantani' scrivendo un libro dal titolo ''L'affaire Pantani". Il tempo speso per la stesura non è stato poco. Ci sono voluti tre anni per avere il testo. Un tempo speso per 'saldare un debito dovuto' nei confronti del pirata. Una sola domanda, per una risposta da ottenere: 'Morto di che cosa?' Speriamo di averla un giorno questa risposta, almeno l'anima del pirata può riposare in pace una volta per tutte! Il libro, stranamente e giustamente, non mette in risalto la grandezza ciclistica ma il buio dei cinque anni trascorsi senza sue notizie.

Tanti, troppi misteri avvolgono questa morte. Tra i tanti uno appare strano: perchè il perito che eseguì l'autopsia si è portato il cuore del campione a casa in un contenitore per poi nasconderlo nella sua cucina all'insaputa anche delle moglie?

Si può dire una sola cosa in conclusione ... una vera tragedia italiana voluta dimenticare dalla maggior parte del nostro popolo italiano e ricordata invece dagli stranieri. VERGOGNOSO!

Molte domande si sono aperte in questo libro. Non vedo l'ora di leggerlo. Spero anche voi ...

Fonte:
Repubblica.it - L'affaire Pantani una tragedia italiana

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